GAMBERINI cultural bags design

Laureata in storia dell’arte al DAMS, Ilenia Gamberini, dopo due anni di corso sperimentale per organizzazione di eventi culturali e spettacolo, è diventata appunto organizzatrice di eventi, fino a quando ha fondato a Bologna La Pillola – uno dei primi coworking precorrendo sicuramente i tempi – e in seguito il brand Gamberini Italia:organizzando vari eventi d’arte infatti, in particolare la prima edizione al Foro Boario di Modena  di “Open design Italia”, Ilenia è entrata in contatto con il mondo dei designer e della piccola produzione e ne è rimasta parecchio affascinata, soprattutto dall’aspetto manifatturiero della progettazione.

Dopo la nascita della sua bambina ha dovuto dare uno stop al suo lavoro abbastanza frenetico e già durante la gravidanza ha iniziato a lavorare ai primi prototipi di borse Gamberini Italia (che è il suo cognome ed è anche, per una strana coincidenza, il cognome del suo socio, pur non essendo parenti).

Photo: Sofia Setti

Tutto il lavoro manifatturiero è svolto da maestri artigiani locali bolognesi, praticamente a Km zero: il laboratorio che realizza le borse si trova infatti nella vicina San Lazzaro di Savena, mentre la pelle viene dalla Toscana, che com’è noto ha una antica e pregiata tradizione conciaria. Quindi un prodotto Made in Italy, di alta qualità, all’insegna della sostenibilità e dal design funzionale e moderno. Oltre che semplicemente bello! Ci teniamo a precisarlo!

Photo: Sofia Setti

Un altro partner fondamentale è quello che realizza i frame, che sono proprio ciò che caratterizza il prodotto, cioè l’intercambiabilità delle applique (cornici che contengono un’immagine, foto o un materiale specifico che possono essere cambiate dando così alla borsa un aspetto sempre nuovo e diverso): tutto si basa sulla cornice che è o in alluminio o in ottone (in versione dorata), prodotta da un’azienda di Casalecchio di Reno – leader nel settore in quanto crea anche le minuterie per Fendi – con un’estrema cura e qualità nella lavorazione di questo metallo. Ciò che contraddistingue il brand, conferendogli una forte dose di creatività e di personalizzazione, è che le applique possono essere cambiate a nostro gusto, raccontando ogni volta qualcosa di noi, della nostra personalità o anche del nostro umore e nello stesso tempo cambiando però anche lo stile della borsa: questa è la vera innovazione!

Photo: Sofia Setti

I modelli continuativi sono due: una comoda e  capiente, modello shopping, che si chiama Day e una, deliziosa,  più piccola e chic,  che si chiama Night e si ispira ad una linea rigida un po’ squadrata leggermente retrò, ma comunque un grande classico, sempre abbinabile ai trend di stagione. Per ogni stagione vengono proposti nuovi colori secondo le mode e vengono aggiunti un altro paio di modelli nuovi (oltre ai continuativi che possiamo trovare sempre in store) tenendo presente due linee guida: la praticità e  la “sfiziosità”.

Photo: pagina Facebook Gamberini bag www.facebook.com/gamberinibag/

Anche per le applique vale lo stesso discorso: alcune sono continuative, come quelle dal soggetto più classico, ad esempio naturalistico, tratto dal ricco mondo della flora e della fauna terrestre, come il tenero pinguino,  piuttosto che le grandi icone dei nostri tempi, come il grande David Bowie (realizzato apposta per il marchio dall’artista Bebosoho) o la sempre amatissima Frida Kahlo; alcune applique dal sapore più retrò invece provengono dall’Archivio Bertarelli di Milano, nel Castello Sforzesco. Viene fatta un’indagine storica e sono scelte delle immagini  di alcune réclame che ispirano maggiormente per soggetto o gioco cromatico, sono acquistati i diritti e messe in produzione; invece quelle più materiche (realizzate con svariati materiali glamour come paillettes, ecopelliccia ecc) sono stagionali, cioè  create in base a ciò che la moda detta e sono forse più frivole, ma ci vuole anche questo lato nella vita!

Troviamo inoltre anche le applique grafiche, che raccontano una storia particolare e proprio per questo sono quelle che piacciono maggiormente ai turisti- in particolar modo stranieri- o a chi vuole un oggetto più ricercato (ad esempio rappresentano cover di libri antichi, etichette di prodotti storici, particolari di quadri, immagini di Bologna del primo ‘900).Gamberini bag ha anche promosso  specifiche capsule collection con artisti, che realizzano per loro pezzi unici in ceramica, in linoleum o dipinti a mano e in edizione limitata: ciò riscuote sempre grande successo,  in quanto si tratta di un’opera d’arte che viene inserita in un oggetto di uso quotidiano come la borsa, per cui si sviluppa poi anche una sorta di collezionismo.

La collaborazione con artisti è un principio fondamentale per il brand in quanto alla base del progetto c’è l’obiettivo di veicolare attraverso le applique tutta una serie di contenuti culturali e artistici.

Photo: pagina Facebook Gamberini bag www.facebook.com/gamberinibag/

Potrete trovare queste meraviglie nell’intimo e suggestivo store della centralissima Via Massimo D’Azeglio, 5/a a Bologna, aperto dopo il debutto ufficiale del progetto al WHITE di Milano ( principale salone italiano moda donna e leader internazionale per la ricerca): questa è stata la vera svolta che ha permesso ad Ilenia e soci di decollare e iniziare a“fare sul serio”, lanciandosi sul mercato e uscendo poi dalla città di Bologna per affrontare nuovi mercati internazionali, come quello asiatico. La metà dei clienti del negozio è infatti composta da turisti stranieri: ciò permette anche di capire immediatamente quali sono i prodotti che “vanno” e quelli che invece piacciono di meno, quindi la vendita diretta viene usata anche un po’ come test per capire quali sono le applique e i colori maggiormente apprezzati.

Il passo successivo  è quindi la creazione di un moderno e-commerce, dove si possono acquistare le borse e le numerose applique, da sfoggiare a proprio gusto e da acquistare comodamente, quando si ha voglia, anche da casa, possibilità ovviamente comodissima per chi non è in città e non riesce a recarsi personalmente allo store!

 

Articolo a cura di Sofia Setti, contributor per ©FashionBeginners.com

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