I rivoluzionari del ‘900

“Duchamp, Magritte, Dalí. I rivoluzionari del ‘900”Prorogata fino al 25 febbraio 2018, la mostra a Bologna che offre una visione completa su Dadaismo e Surrealismo,  due dei movimenti più significativi dei nostri tempi, che hanno rivoluzionato per sempre la storia dell’arte.

Duchamp, Magritte, Dalì, Ernst, Tanguy, Man Ray, Calder, Picabia e molti altri, tutti insieme per raccontare un periodo di creatività geniale e straordinaria.

La determinazione a rivoluzionare l’arte, a rompere col passato e inventare un mondo nuovo, è raccontata con grande ricchezza narrativa nella mostra: sono infatti 180 le opere esposte, tutte provenienti dall’Israel Museum di Gerusalemme che, con grande generosità, per l’occasione ha svuotato oltre mille metri quadri del proprio percorso espositivo mettendo a disposizione dei visitatori bolognesi le proprie incredibili collezioni.

Marcel Duchamp L.H.O.O.Q. 1919/1964 Rectified readymade:pencil on reproduction.The Israel Museum, Jerusalem The Vera and Arturo Schwarz Collection of Dada and Surrealist Art Photo © The Israel Museum, Jerusalem by Avshalom Avital © Succession Marcel Duchamp by SIAE 2017

L’incontro tra Dada, Surrealismo e l’Israel Museum inizia come un “incontro casuale” più di cinquanta anni fa e da allora si è evoluto in una relazione profonda e duratura. Grazie a lasciti generosi provenienti in gran parte da donatori e artisti, il Museo ha potuto formare una spettacolare collezione di opere Dada e surrealiste, che comprende tutte le tecniche impiegate da questi movimenti innovativi: dipinti, readymades, collage, assemblaggi, fotografie e lavori su carta.

Il Museo deve questa ricchezza innanzitutto ad Arturo Schwarz – docente, scrittore e poeta milanese -, che ha donato la sua vasta collezione di arte Dada, surrealista e pre-surrealista comprendente più di 700 opere che costituiscono la maggior parte della collezione e della selezione di opere in mostra.

Cinque le sezioni della ricchissima mostra bolognese: Accostamenti sorprendenti; Automatismo e subconscio; Biomorfismo e metamorfosi; Desiderio: musa e abuso; Il paesaggio onirico.

Renè Magritte,Le Chateau de Pyrenees (The Castle of the Pyrenees) 1959.Oil on canvas.The Israel Museum, Jerusalem Gift of Harry Torczyner, New York Photo © The Israel Museum, Jerusalem by Moshe Caine ©Renè Magritte by SIAE 2017

Dadaismo e Surrealismo: è passato un secolo da quando queste due fondamentali correnti hanno fatto la loro comparsa e, ai nostri giorni, accostamenti “meravigliosi”, automatismo, ready made, fotomontaggio, metamorfosi, paesaggi onirici sono per noi ovvi e scontati, in arte e non solo. Ma all’epoca, gli artisti che per primi hanno inventato tecniche, costruito ideologie, scoperto e applicato la psicanalisi freudiana all’arte e alla vita, non solo hanno sfidato e rinnegato la tradizione, ma hanno introdotto materiali e strategie innovativi destinati a trasformare il vocabolario dell’arte e, soprattutto, lasciato un’eredità che non si è ancora esaurita.

Spronato dalla devastazione della prima guerra mondiale, il Dadaismo nacque nel 1916 a Zurigo, e si diffuse rapidamente a Berlino, Hannover, Colonia, New York e Parigi. Nel Manifesto del 1918 il poeta rumeno Tristan Tzara dichiarò che la parola infantile ma suggestiva “dada” (“cavallo a dondolo” in francese ma non solo questo è il significato attribuito al termine dada), scelta a caso da un dizionario francese-tedesco, non significava niente.

Nell’intento di distruggere i principi consolidati e decostruire il tradizionale linguaggio dell’arte, i dadaisti adottarono idee e modalità espressive radicali. I loro collage, assemblage, fotomontaggi, readymade, film e performance sono considerate antiarte nichilista.

Hannah Höch Dada-Ernst, 1920/21 Collage on paper.The Vera and Arturo Schwarz Collection of Dada and Surrealist Art in the Israel Museum B99.1686 ©Hannah Höch by SIAE 2017

Il Surrealismo, nato a Parigi nel 1919 sulla scia del fermento dadaista, ambiva invece a una rivoluzione dello spirito e alla ricerca di una realtà nuova non solo in campo artistico. Ispirandosi all’esplorazione dell’inconscio praticata da Sigmund Freud, il Manifesto del 1924 invocava le forze irrazionali e creative che si nascondono nella psiche umana. L’uso degli accostamenti casuali, dell’automatismo, delle forme biomorfiche, l’immaginario onirico e la manipolazione di oggetti quotidiani, caratterizzano il lavoro di artisti diversi tra loro come André Breton, Max Ernst, Joan Miró, René Magritte, Salvador Dalí.

Joan Miró Woman and Birds, ca. 1940 India ink, gouache, and oil wash on paper F.Gift of Jan and Ellen Mitchell, New York, through the America-Israel Cultural Foundation B70.0195 Provenance: Jan and Ellen Mitchell, New York The Israel Museum, Jerusalem, since 1970 ©Successió Miró by SIAE 2017

L’allestimento dell’esposizione è stato realizzato dal grande architetto Oscar Tusquets Blanca – architetto, pittore e designer catalano i cui lavori sono in alcuni dei più importanti Musei – che in omaggio all’evento ha ricostruito a Palazzo Albergati la celeberrima sala di Mae West di Dalì e l’installazione 1,200 Sacks of Coal ideata da Duchamp per l’Exposition Internationale du Surréalisme del 1938.

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Duchamp, Magritte, Dalí. I rivoluzionari del ‘900
Fino al 25 febbraio 2018
Palazzo Albergati

Via Saragozza 28
BOLOGNA

⇒ Orario apertura: tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
⇒ Biglietti: Intero € 14 (audioguida inclusa) / Ridotto € 12 (audioguida inclusa)

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Opera di copertina: Salvador Dalí and Horst P. Horst The Dream of Venus.1939 Silver print, ink ©Salvador Dalì, Gala-Salvador Dalì Foundatione by SIAE 2017