Libra Casentino Book Festival, dove la Letteratura incontra la Natura

Intervista a Mattia Speranza, scrittore e fondatore di un festival emozionante, che vi farà scoprire luoghi di sconfinata bellezza.

Dal 12 al 14 ottobre 2018 torna con la sua terza edizione Libra Casentino Book Festival, un evento letterario diffuso itinerante tra i borghi della valle dove nasce l’Arno, in Toscana, tra Chiusi della Verna, Corezzo e Molin di Bucchio. Previsto un programma affascinante, ricco di incontri a tema, escursioni in compagnia degli autori, musica, pittura, poesia, laboratori, buon cibo della tradizione locale, in varie località nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

 

“Saranno giorni nuovi perché questa edizione di Libra è quella in cui bisogna provare a diventare grandi. Un nodo e uno snodo del pensare di montagna, di questo crinale immenso che guarda dall’alto l’Italia, attraverso l’Appennino e le Alpi.Una piccolissima rivincita del mondo dei vinti, questo vorrei che diventasse Libra”:

con queste parole, l’auspicio dello scrittore Michele Marziani, direttore artistico del festival e forte sostenitore delle piccole comunità locali ancora presenti e disseminate nei territori dell’Italia cosiddetta minore.

Photo credits © 2015 Cooperativa In Quiete

Non solo libri quindi, ma anche l’occasione giusta per conoscere più a fondo un paesaggio di indiscutibile bellezza, a tratti onirico e misterioso, a tratti selvatico e avvolgente come può essere solo il cuore dell’Appennino tosco romagnolo in autunno, con le sue foreste impenetrabili, i suoi eremi, i suoi sentieri nascosti, le sue pure sorgenti e ovviamente il suo spettacolare foliage, impagabile opera d’arte vivente. Perché la montagna, che ne abbiate la passione o meno, è senza dubbio uno stato d’animo.

Ma anche fotografie, poesie, acquerelli e musica: un Festival a tutto tondo per celebrare la bellezza della letteratura insieme  all’indiscusso valore naturalistico e spirituale della valle del Casentino. Tra i nomi presenti in questa edizione ricordiamo  Claudio Morandini, autore del fortunato romanzo “Neve, cane, piede”Giancarlo Barzagli, autore del libro fotografico GrüneLinie – una ricerca sul filo della memoria dedicata ad un angolo di Linea Gotica, con un racconto inedito di Wu Ming 2 e una mappa con itinerari escursionistici – Giuseppe Festa e Paolo Ciampi, che accompagneranno coi propri libri le due passeggiate nei boschi d’autunno e la musica dei Lingalad e dei The Fireplaces.

photo credits © 2015 Cooperativa In Quiete

Nato da un’idea di tre giovani professionisti in diversi settori, accomunati dalla passione per l’educazione ambientale e ovviamente per la natura mozzafiato che hanno scelto di abitare, dalla scommessa di promuovere un turismo sostenibile ed etico, valorizzando la biodiversità e le tradizioni del territorio e infine dall’amicizia che li lega: Sara, Mattia, Andrea ed Alessandro, poco più che trentenni, hanno fondato nel 2014 – prima del Festival – la cooperativa In Quiete, dedicata all’organizzazione di curatissimi eventi dedicati alla scoperta di questo territorio meraviglioso, che sotto la loro guida esperta e competente svela inattesi angoli spettacolari, regalando così esperienze davvero indimenticabili.

Bosco delle Fate, Foresta della Verna (AR) photo credits © 2015 Cooperativa In Quiete

Per saperne di più abbiamo fatto qualche domanda a Mattia Speranza, Vice Presidente e Responsabile del Volontariato del PNFC, della Segreteria e del Festival LIBRA. Nato nelle Marche nel 1985, laureato in Filosofia morale e politica all’Università degli Studi di Firenze è tra l’altro autore dell’intenso romanzo  “Le orme degli uomini liberi” ambientato in montagna, tra il Piemonte e la Svizzera, nel 1944 e ispirato a vicende realmente accadute. Abbiamo tormentato su whatsapp Mattia, ovviamente indaffaratissimo perché – come diciamo in gergo -“sotto evento” ma nonostante ciò paziente e disponibilissimo nel rispondere alle nostre curiosità con un vocale di ben 15 minuti 🙂 

Mattia Speranza. photo credit ©Cristina Speranza

1) Ciao Mattia,  cosa ti ha spinto a realizzare questo progetto, sicuramente valido ma anche, immagino, molto impegnativo?

Il Festival è nato dalla passione per la letteratura di montagna che ho sempre avuto fin da quando ero ragazzo e lavorare per una cooperativa di servizi turistici, legata al Comune di Chiusi anche con altri e vari progetti, mi ha dato il modo di costruirlo senza dover partire da zero, ma avendo una base lavorativa e territoriale. Quindi ho colto la palla al balzo! Certamente abbiamo messo su questa rassegna anche grazie all’amicizia e alla collaborazione con Michele Marziani, che è il nostro direttore artistico.

2) Il Festival è alla sua terza edizione: puoi fare un bilancio, evidenziando difficoltà eventuali che avete incontrato, soddisfazioni, punti di forza da valorizzare ed eventuali obiettivi futuri?

Il bilancio è molto positivo per quanto riguarda gli obiettivi. Il nostro primo obiettivo è quello di portare la narrativa di qualità in montagna, in un contesto diverso dal solito e che comunque si addice alla cultura e alla cooperazione, anche con realtà come le Pro Loco e con soggetti specifici come la gente che vive il territorio tutto l’anno. Siamo contenti perché, anche se in periodo che potremmo definire”fuori stagione”, riusciamo a creare un evento nel territorio in cui lavoriamo e poi perché, a partire da Cognetti, che ha vinto lo Strega l’anno scorso dopo pochi mesi dalla sua presenza a Libra e passando per tutti gli ospiti che abbiamo avuto in programma, sono convinto che abbiamo svolto un buon lavoro. Le difficoltà sono le solite, ossia riuscire ad avere un budget sempre sufficiente per portare avanti il nostro progetto ed per riuscire ad organizzare tutto quello che è previsto in parallelo, dalle mostre ai concerti, agli eventi speciali. Obiettivi per il futuro: resistere! E poi riuscire a creare una rete con altre realtà simili alla nostra sull’Appennino, per ora Toscano: abbiamo già fatto degli incontri in proposito, tra cui un dibattito a Firenze la settimana scorsa a Libro Aperto. Magari riuscire anche ad uscire dai tre giorni di Festival con eventi a tema tutto l’anno, come facciamo già ad esempio con la Ciaspoetica:  una ciaspolata con il poeta Paolo Vachino, che ormai è una presenza fissa a Libra.

3) Un tuo posto del cuore e perché.

Sarebbe banale rispondere qui in Appennino, dove ho scelto di vivere e lavorare e ti dico invece Massignanoperché è il posto dove sono cresciuto e mi ha fatto diventare quello che sono, perché tornadoci poco, quel poco lo apprezzo come poi non si fa quando in un posto ci si sta tutti i giorni. Perché è casa, perché quando torno sento tutti amici, sento tutti vicini ed è una bella cosa avere un posto del genere nella propria vita, anche se non ci si passa tutto il tempo.

4) Quali riscontri avete avuto alla vostra proposta di un turismo consapevole e sostenibile?

Prima ancora di Libra, abbiamo iniziato con la cooperativa InQuiete, dedicata all’escursionismo e a progetti di educazione ambientale, tra cui il volontariato nel Parco, quindi direi che è effettivamente un trend buono e molto apprezzato, soprattutto in questi ultimi anni, che ci ha anche aiutato a “sopravvivere” da quando siamo nati, perché i primi anni non sono mai semplici ovviamente. Noi riscontriamo sempre maggiore attenzione e interesse, soprattutto da parte di chi vive in città o in contesti diversi e ha voglia di riscoprire posti in cui la natura si conserva e chi ti offre i vari servizi (dal dormire, al mangiare, all’esplorare il territorio) ha un approccio meno “mordi e fuggi” di quello che è stato il turismo in passato.

5) Quale libro e autore consigli per chi vuole avvicinarsi per la prima volta alla letteratura di montagna?

Consiglio due autori che hanno partecipato a Libra nella prima e nella seconda edizione:Giacomo Revelli con Nel tempo dei lupi e Sandro Campani con Il giro del mieleSono due libri diversi, ma che parlano di natura, di montagna e di Appennino, di ritmi altri e secondo me sono due belle letture.

6) Cosa ne pensi de Le otto montagne di Paolo Cognetti, vincitore Premio STREGA 2017?

Paolo Cognetti appunto è stato ospite nel 2016 alla prima edizione di Libra e nel 2017 ha vinto lo Strega. Avevo già letto il suo Ragazzo Selvatico e su Le otto montagne ti dico semplicemente che è l’unico libro che negli ultimi (forse quattro) anni mi ha fatto commuovere, quindi penso di aver detto tutto.

7) Che cosa significa per te la montagna?

La montagna è una sfida ed è bellezza prima di tutto. Io non ho un approccio alpinistico alla montagna ma per me è più un discorso estetico, di riappropriazione di certi ritmi e di star bene con se stessi, perché quando sono in montagna sto bene. Nonostante sia nato in un paese di mare e sia parte di me la vista del mare al risveglio la mattina ad esempio (e questa è una cosa che non potrò mai togliermi di dosso!), per me la montagna è libertà, è il luogo dove si è combattuta gran parte della Resistenza, che è uno degli elementi fondanti della mia educazione civica e anche della mia passione per la montagna e per la lettura infatti.

8) Come nasce la storia che hai raccontato nel tuo primo romanzo Le orme degli uomini liberi”? E’ quella che hai sempre sognato di scrivere?

Il mio romanzo è la sintesi di quanto ti ho detto fino ad ora:nasce da una camminata di nove giorni su un sentiero partigiano con un mio carissimo amico in un posto bellissimo, che è la Val Grande sulle Alpi. Questo percorso ripercorreva le tracce di un rastrellamento, in pratica concluso con una strage di 43 persone. Era da tanto che volevo iniziare a scrivere un libro, questa esperienza mi ha stimolato come nient’altro prima e ad un certo punto ho detto:devo farlo! Poi sono trascorsi quattro anni dalla camminata a quando ho iniziato a scrivere, ma sono stati anni di studio, preparazione e ricerca. E’ ispirato ad una storia realmente accaduta che io ho romanzato in parte, ma rispettando le vicende storiche. Non so se è la storia che ho sempre desiderato scrivere, ma sicuramente è una storia che era già dentro di me, pronta ad essere scritta, e quando l’ho incontrata mi è scattata la scintilla.

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Probabilmente questa storia era proprio la tua storia, perché per dirla con il nostro amato Cognetti, “qualunque cosa sia il destino, abita nelle montagne che abbiamo sopra la testa”. Grazie Mattia!

Ricordiamo che Libra Casentino Book Festival è un progetto ideato e realizzato dalla Cooperativa In Quiete, con il contributo del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, del Comune di Chiusi della Verna e dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino nell’ambito delle attività dell’Ecomuseo, e la collaborazione dell’Associazione Scenafutura.

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Programma completo al link: www.librabookfestival.it/programma/