MATANGI / MAYA / M.I.A. di Steve Loveridge

“MATANGI / MAYA / M.I.A” va alla riscoperta delle radici dell’eccentrica artista, catturando il suo straordinario viaggio da adolescente immigrata dallo Sri Lanka a Londra, fino a diventare la popstar internazionale M.I.A, una fra le artiste più interessanti e provocatrici del panorama contemporaneo.

Nel documentario di Stephen Loveridge, che ha stregato il Sundance Film Festival e la Berlinale, è M.I.A stessa a raccontare la sua storia, mostrandosi così come è, tra qualche contraddizione e una personalità molto forte e decisa:

ha creato un’identità mashup unica, che mescola la politica tamil, l’arte, il punk, i ritmi hip-hop e la voce della gioventù multiculturale.

Matangi Arulpragasm, Maya per le amiche, M.I.A per il pubblico, si è imposta nel panorama musicale ma ha sempre mantenuto una sorta di alone di mistero sulla sua vita privata: ecco perché in molti si sono sorpresi quando ha permesso al suo ex compagno di scuola  Steve Loveridge, di realizzare un documentario su di lei, usando anche il suo archivio personale, una raccolta incredibilmente ricca di video privati girati da Maya e dai suoi amici più cari nel corso della sua vita, come principale materiale di partenza.

Sono queste registrazioni più schiette e dirette che aprono proprio una grande finestra sulle riflessioni più profonde del musicista sull’arte, la politica, l’identità e su quanto sia vitale per lei la confluenza di queste cose. M.I.A. e Steve sono uniti da una bella e duratura amicizia e da anni di collaborazioni: si sono conosciuti infatti durante gli anni Novanta al St. Martin’s College di Londra, mentre frequentavano i corsi di cinema e video alla celebre scuola di belle arti; l’una si è poi orientata principalmente verso la musica, mentre l’altro si è specializzato nell’animazione, nella grafica e nell’illustrazione continuando a lavorando con lei ai suoi album, dagli esordi fino a quelli di successo stellare.

Steve racconta di essere stato sempre affascinato dalla personalità di questa ragazza prima e donna poi, sempre entusiasta e appassionata, nonostante le difficoltà economiche e le differenza culturali, sempre in giro spinta dall’impulso  a fotografare, filmare, documentarla l’esperienza e l’ambiente e trovando un sentimento di appartenenza nella musica la musica pop e hip hop.

<<Ha attraversato così tante vite e identità diverse da quando l’ho conosciuta, e mi dice sempre, ‘pensa a quante cose ho fatto prima di incontrarti.’>>

(Steve Loveridge)

Maya, classe 1975, era fuggita dalla guerra civile in Sri Lanka con la sua famiglia prima dei dieci anni, per trasferirsi in India prima, poi nel Regno Unito, lasciando dietro di sé un padre attivista con presunti legami con le Tigri tamil, un controverso gruppo ribelle in un conflitto estremamente difficile. È cresciuta come immigrata e rifugiata in un complesso residenziale nel sud-ovest di Londra, un’identità essenziale per il suo lavoro, che inizia come visual artist. Infatti il primo progetto di rilievo è la copertina di The Menace, secondo album della band britannica alternative rock Elastica, che le affida anche le riprese di un video documentario sul loro tour americano.

Da questo momento in poi M.I.A trova la giusta spinta a dedicarsi alla musica con successo crescente: Rolling Stones nomina Arular uno dei migliori album del 2005 e il TIME Magazine lo inserisce tra i migliori dieci, successo che la porterà fino alle celebri collaborazioni con artisti del calibro di Danny Boyle (per cui ha realizzato ben 3 brani per la colonna sonora diThe Millionaire”affidata al compositore indiano A.R. Rahman e vincitrice dell’Oscar 2009), di Madonna, Jay-Z e Nicki Minaj, uno degli aspetti che qualcuno ha notato essere in contrasto con la sua proclamata libertàe opposizione all’establishment, suscitando polemiche come l’acceso attivismo politico e l’irriverenza tipica di una Bad Girl, spesso sugellata dal dito medio alzato (come alla fine della performance del Super Bowl 2012, cosa che ha causato un vero e proprio incidente “diplomatico”).

INDIANAPOLIS, IN – FEBRUARY 05: MIA performs during the Bridgestone Super Bowl XLVI Halftime Show at Lucas Oil Stadium on February 5, 2012 in Indianapolis, Indiana. (Photo by Kevin Mazur/WireImage)

Il documentario risulta essere un ritratto intenso e appassionato di una personalità originale, a tratti controversa ma sicuramente unica nel suo genere e specchio assoluto dei nostri tempi.

In tutte le sue edizioni il Biografilm Festival si è contraddistinto per celebrare non solo vita normali ma anche grandi icone internazionali: quest’anno non è stato da meno con i profondi ritratti di donne che hanno lasciato un segno molto forte nel nostro immaginario, da Whitney Houston a Marianne Faithfull e Jane Fonda. Che anche M.I.A si candidi a diventare un icona contemporanea non ci stupisce affatto. Dopo aver ripercorso in breve la sua storia, ora come di consueto con il nostro tipico sguardo fashion ecco una carrellata di suoi look più cool!

M.I.A in Roberto Cavalli e il regista Steve Loveridge al ‘Matangi/Maya/M.I.A.’ photo call-68th Berlinale International Film Festival Berlin
M.I.A in #FendiSS19 e in VERSUS VERSACE 2017
In Stella McCartney 2015 e in Moschino 2015
In Moschino 2014
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In Kenzo, 2013
In VERSUS VERSACE 2013
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Capsule collection ideata da M.I.A in collaborazione con Versace, 2013

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