Suspiria di Luca Guadagnino

Il look del film presentato a #Venezia75: un viaggio nell’estetica sublime di Luca Guadagnino e della sua magistrale costume designer, Giulia Piersanti.

Ancora sulla cresta dell’onda del successo del meraviglioso Call Me by Your Name”, Luca Guadagnino si è cimentato in una rivisitazione inquietante, avvincente e super estetica del cult horror del 1977 di Dario Argento, “Suspiria”.

Sembra che questo film abbia impressionato il regista fin da bambino:

mi ha profondamente colpito il suo racconto che ci dimostra come un sogno può avverarsi, se ci credi davvero con tenacia e passione.

Guadagnino confessa di aver visto per la prima volta il poster di “Suspiria” da piccolo mentre frequentava un campo estivo a Cesenatico: era un bimbo molto timido che aveva sviluppato già una passione, inconsueta per quell’età, per il cinema e durante una passeggiata vide questo manifesto inquietante sul muro di un teatro chiuso, che gli lasciò un’impressione indelebile. Non sapeva di cosa si trattasse, ma quell’immagine era così potente che in seguito non fece altro che pensarci. È così che ha forgiato una delle sue identità primarie, sia come cineasta che come uomo. In seguito, a circa 13 anni, vide Suspiria” in tv: si rifiutò addirittura di sedersi a tavola per chiudersi in camera e concentrarsi  sul film, “sul suo coraggio formale, sulla musica, sulla pazza audacia, sul potere evocativo del concetto di strega”, tanto che poi continuò a riguardarlo svariate altre volte e a cercare notizie ovunque per saperne di più, iniziando così a fantasticare su un suo possibile remake del film.

“I had notebooks in which I would write, ‘Suspiria by Luca Guadagnino.’

E ora, dopo averci regalato il film più acclamato della sua carriera, Call me by Your Name”, Guadagnino ha finalmente portato il suo sogno cinematografico più antico alla vita, un omaggio profondamente personale al film che lo ha intimorito e ispirato fin dalla tenera età.

In sintesi: la giovane ballerina americana Susie Bannion, negli anni ‘70 arriva a Berlino con l’obiettivo di unirsi alla celebre Helena Markos Dance Company. Al suo primo provino Susie , grazie all’innato talento, riesce a sbalordire la famosa coreografa della troupe, Madame Blanc, passando velocemente all’ambito ruolo di ballerina di punta. Olga, l’étoile precedente, si infortuna e accusa le “Madri” che gestiscono la compagnia di essere streghe. Ma prima che possa fuggire, viene catturata e torturata da una misteriosa forza in qualche modo collegata alla danza di Susie. Nonostante questi primi segnali di allarme, Susie continua la sua ascesa ai vertici della scuola di ballo a tutti i costi. Mentre le prove continuano per la performance finale del pezzo di firma della compagnia, “Volk”, Susie e Madame Blanc si avvicinano sempre di più, quasi suggerendo l’idea che lo scopo di Susie nella compagnia di danza va però oltre la danza. Nel frattempo lo psicoterapeuta Dr. Klemperer, scoprendo un diario inquietante di una sua ex paziente ed ex ballerina della compagnia – ora scomparsa – di nome Patricia, cerca di svelare gli oscuri segreti arruolando Sara, che sonda le profondità delle camere sotterranee nascoste dello studio di danza, dove la attendono orribili scoperte.

Dakota Johnson stars in SUSPIRIA
Photo: Sandro Kopp/Amazon Studios

“Suspiria” ha un cast femminile molto potente, tra cui il premio Oscar Tilda Swinton, Dakota Johnson (la famosa Anastasia Steele  di Fifty Shades of Grey) – entrambe due Muse del registe e già insieme nel suo precedente film A Bigger Splash (2015) – le giovani e lanciatissime Chloë Grace Moretz (fin dall’inizio della sua carriera specializzata in ruoli horror, quindi direi che è proprio nel suo) e Mia Goth (diventanta famosa grazie a Nymphomaniac di Lars von Trier e tra l’altro è uno dei volti scelti da Prada per la campagna della fragranza La Femme), senza contare che le loro movenze sono sottolineate da una perfetta colonna sonora ad alta tensione creata appositamente da Thom Yorke dei Radiohead.

La bravissima costume designer è, come ormai di consueto, Giulia Piersanti: nata a Roma e cresciuta tra Parigi e Los Angeles, ha studiato alla Parsons School of Design di New York. Lavora da 20 anni come Fashion Designer Consulting freelance per alcuni dei marchi di lusso più famosi al mondo, come Fendi, Lanvin, Céline e Balenciaga. “A Bigger Splash” di Luca Guadagnino è stato il suo primo passo nel mondo del cinema, risultato della sua lunga amicizia e affinità estetica con il regista. Nel 2016, hanno collaborato al loro secondo film insieme, il sensuale e intenso “Call Me By Your Name”, che ha ricevuto quattro candidature ai premi Oscar 2018 come miglior film, miglior attore (Timothée Chalamet), miglior sceneggiatura non originale, miglior canzone (Mystery of Love di Sufjan Stevens), vincendo l’Oscar per la miglior sceneggiatura (a James Ivory).

Per quanto riguarda lo stile visivo del film premettiamo che l’aspetto invernale di “Suspiria” si differenzia senz’altro dal calore avvolgente e screziato catturato nel film precedente, ma anche dall’aspetto super saturato e dai colori vividi dell’originale di Dario Argento. L’intento è stato quello di far fluire naturalmente il film dal suo ambiente, quindi raccontando una storia a Berlino nel ’77 come se si fosse lì: stessa attitudine adottata per ritrarre gli anni ’80 in “Call Me By Your Name”, per il quale Giulia ha voluto evitare l’effetto “film in costume”, dedicandosi ad una minuziosa ricerca, tra fotografie sia autoriali che private, riviste giovanili dell’epoca e ovviamente film originali, per creare alcuni capi e personalizzarne altri, tratti dal vintage (e pare anche dall’armadio del marito!) che hanno fatto gola ai fashion addicted nostalgici – e non – dell’epoca. Ricordiamo per dire, pezzi fantastici di Adidas, Converse, Superga, Ray-Ban, Persol, Lacoste e Armani.

Per “Suspiria” Guadagnino esteticamente si è ispirato al lavoro di Fassbinder, prolifico regista tedesco, come ai dipinti di Balthus: di conseguenza abbiamo una palette che include una varietà di grigi, marroni, ruggine, blu e verde pallidi e che fosse proprio un riflesso di quel periodo, cercando di proporre una sorta di realismo poi lentamente giustapposta, man mano che il film procede, al soprannaturale.

Per Giulia Piersanti, “Suspiria” ha rappresentato così una netta divergenza dalle camicie semi abbottonate, dalle polo a righine e dagli shorts di “Call Me by Your Name”, per creare  un guardaroba completo tra abiti e accessori – disegnando personalmente anche stampe e fantasie di alcuni capi – che corrispondesse esattamente alla personalità di ogni personaggio. “Determinare  il background di un personaggio da una prospettiva personale, sociale e culturale, e il modo in cui il periodo e la storia lo riguarda, è sempre la mia priorità nella progettazione di costumi”- dice- “È la prima cosa che discuto con Luca. E dove c’è libertà di immaginare, attribuisco sottoculture o interessi per determinare le scelte del guardaroba. “

Guadagnino elogia la capacità di Giulia di aggiungere un altro strato di ricchezza ai personaggi attraverso i loro vestiti. “Giulia ha realizzato tutti questi pezzi che sembravano provenire dall’armadio di ogni persona“, dice. “Non volevamo che l’aspetto del film fosse sfarzoso per il gusto di farlo, quindi abbiamo optato per una varietà di abbigliamento sportivo del periodo che potrebbe in un certo senso essere intercambiabile tra i personaggi, ma allo stesso tempo, ognuno di essi ha una personalità specifica Giulia è stata magnifica guardando ogni persona nella sceneggiatura di Dave (Kajganich) e assicurandosi di trasmettere qualcosa sulla loro personalità e sul periodo “.

Pur rimanendo in gran parte all’interno della tavolozza visiva del film, la Piersanti è riuscita a prefigurare sottilmente il climax esplosivo del film, avvalendosi anche a momenti della nuance rosso sangue.

“Il colore è molto importante per me. Uso spesso i miei colori preferiti: marrone fango, beige e verde militare, che sono anche fedeli alla ricerca visiva del periodo e del luogo. Volevo anche che gli accenti rossi dessero un’idea di ciò che verrà”

Per il pezzo originale firmata dalla compagnia di danza,“Volk”, Piersanti ha creato dei costumi ropey che sono quasi imbrigliati, evocando un’influenza BDSM, per evocare il piacere e il dolore insieme. La costumista spiega che l’idea è nata da una foto di un’opera dell’artista Christo che ritrae una donna avvolta in pesanti corde.

“Quando ho proposto l’idea a Luca e al nostro coreografo Damien Jalet, Damien ci ha detto che aveva precedentemente lavorato con corde , quindi abbiamo trovato un terreno comune. Abbiamo annodato a mano ogni costume in corda rossa da bondage nel nostro negozio, in particolare guardando alle tecniche di bondage e al lavoro del fotografo Nobuyoshi Araki”

Mia Goth as Sara and Dakota Johnson as Susie star in Suspiria

Ulteriori sorprese sartoriali si presentano mentre il film scava più in profondità nei misteri della congrega.

“Quando il film si addentra nel lato oscuro di questo mondo, c’è un uso molto sconvolgente dell’abbigliamento, come le streghe che indossano abiti fatti di capelli”

dice Guadagnino. “Questa è stata una fantastica idea di Giulia che ci ha portato in un mondo di immagini davvero potenti e inquietanti”

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Photo credit Suspiria: Suspiria, Luca Guadagnino.Photos credit ©Alessio Bolzoni Courtesy of Amazon Studio