Whitney

Dal Festival di Cannes, il documentario di Kevin Macdonald getta una nuova luce sull’affascinante parabola della vita di Whitney Houston: un ritratto intimo e sentito di un’icona da oltre 200 milioni di album venduti in tutto il mondo, che presenta nuove rivelazioni in merito all’ascesa e alla caduta di una vera Stella.

#specialebiografilm2018

.

Presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes nella sezione ufficiale Midnight e in anteprima nazionale come evento speciale al Biografilm2018, Whitney è un ritratto intimo e inflessibile della Houston e della sua famiglia che scava dietro i titoli delle prime pagine dei tabloid e getta una nuova luce sull’affascinante parabola della vita dell’artista.

Utilizzando materiali di archivio inediti, esclusive registrazioni di demo, rare esibizioni e interviste originali audio e video con le persone che la conoscevano meglio, il regista premio Oscar® Kevin Macdonald svela il mistero che si nasconde dietro a “The Voice”, una donna che ha emozionato milioni di persone anche durante la battaglia che ha condotto per rappacificarsi con il suo tormentato passato. Il regista ha dichiarato:

“Whitney è l’esatto contrario di quello che ci si aspetta che sia un film autorizzato. Io non farei mai un documentario in cui si tessono le lodi del protagonista fino allo sfinimento. Ho avuto bisogno di seguire le tracce che ho ritenuto interessanti sul piano psicologico”

Addestrata per diventare una grande star dalla madre, la cantante Cissy Houston, Whitney incanta per la prima volta le folle all’età di 11 anni cantando brani di musica gospel nella chiesa battista New Hope di Newark: la bambina mostra di avere un talento prodigioso e viene accudita dai parenti ogni volta che sua madre parte per una tournée. Emily “Cissy” Houston infatti, cresciuta in una famiglia allargata di musicisti di talento, per molto tempo ha fatto parte del famoso gruppo musicale vocale ‘The Sweet Inspirations’, che con le proprie voci ha accompagnato le registrazioni di numerosi artisti del calibro di Elvis Presley, Van Morrison e Aretha Franklin.

Cissy, che da solista non ha mai raggiunto i vertici che aveva sognato, esigeva la perfezione dalla giovane Whitney mentre la formava per diventare una star della musica.

Parcheggiata a casa di vari parenti-e qui abbiamo le prime ombre di un’infanzia non propriamente serena- quando la madre partiva per una tournée e spesso vessata da bambina (ha sofferto molto causa bullismo), Whitney trovava rifugio frequentando la chiesa, incoraggiata dai suoi genitori.

Dopo il divorzio dei genitori, che visse in maniera traumatica, Whitney, bellissima e ricca di fascino, se ne va di casa per iniziare a lavorare come modella a New York, dove cattura l’attenzione dei più eminenti discografici dell’epoca, tra cui il presidente dell’Arista Records, Clive Davis. Folgorato dal suo carisma e dalla sua voce fenomenale, Davis mette sotto contratto la diciannovenne Whitney e la guida nello sviluppo della sua carriera, dalla realizzazione del suo primo album, a 22 anni, al successo planetario ottenuto nel 1985 e iniziato con la pubblicazione del suo primo hit, “Saving All My Love for You”Del 1991 è la sua strabiliante e originale interpretazione dell’inno nazionale americano “The Star-Spangled Banner” al Super Bowl.

Nel 1992, Houston conquista il primo posto in classifica con altri sei singoli consecutivi, vince sette Grammy Awards® e ottiene il ruolo da protagonista insieme a Kevin Costner nel film campione di incassi “Guardia del corpo”, la cui colonna sonora comprende la sua ballata di enorme successo “I Will Always Love You”. Whitney Houston rimane l’unica cantante solista a vantare di avere avuto sette singoli consecutivi al primo posto nella classifica Billboard Hot 100 e ha battuto un numero di record superiore a quello di qualunque altra cantante nella storia della musica. Il potente video musicale del suo brano “How Will I Know” ha contribuito a inaugurare il periodo d’oro di MTV.

 

 

Ma la sua brillante carriera soccombe gradualmente alla sua tormentata vita privata. Negli anni successivi, riesce a sopravvivere ad un altalenante matrimonio con il cantante R&B Bobby Brown, all’abuso di sostanze stupefacenti, al divorzio, alla rottura con il padre, alla disintossicazione, al reality televisivo e a una disastrosa tournée di ritorno.

Negli ultimi anni precedenti la scomparsa la sua immagine pubblica si era appannata dando il via ad una precipitosa caduta e l’opinione della gente e degli stessi fans era molto cambiata nei suoi confronti a causa della tossicodipendenza. Non si trovava una spiegazione plausibile al fatto che un talento divino di questo tipo potesse distruggersi e il film sicuramente è un tentativo di indagare risvolti inediti e drammi nascosti nella vita intima e personale, a tratti dolorosa, di una Star.

Whitney, Cissy e Bobbi Cristina

Whitney è scomparsa nel 2012 all’età di 48 anni, trovata nella vasca da bagno della stanza di un albergo di Beverly Hills e circondata da accessori che hanno attestato la sua tossicodipendenza. Purtroppo lo stesso destino è toccato solo tre anni dopo anche alla figlia Bobbi Kristina, morta nel 2015 a soli 23 anni, dopo sei mesi di coma, a causa di una intossicazione per un mix di droghe e trovata con le stesse modalità di sua madre.

“Whitney non era soltanto un’icona. Questo film mostra il suo lato umano. Per noi, era Nippy. Whitney ha vissuto tutte le cose che possono aver vissuto le vostre madri, i vostri padri, le vostre sorelle, i vostri fratelli, le vostre figlie o i vostri figli. Quindi penso che questo documentario farà breccia anche nelle persone che magari non sono state sue grandi fan. In un certo senso, è un altro palcoscenico che offriamo a Whitney per esprimersi. Ora si tratta di una voce diversa, ma è pur sempre forte e ancora in grado di conquistare”

Pat Houston (cognata e manager della cantante)