71° Mostra del Cinema di Venezia

E’ iniziata il 26 agosto 2014, con una speciale serata pre-inaugurale la 71° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (27 agosto – 6 settembre 2014):

alle 20.15 al Lido di Venezia in una Sala Darsena (Palazzo del Cinema) completamente rinnovata e ampliata, si è tenuta l’anteprima di MACISTE ALPINO (1916, 95’) di Luigi Maggi e Luigi Romano Borgnetto, supervisione alla regia di Giovanni Pastrone (Cabiria), con il grande divo del cinema muto Bartolomeo Pagano (Maciste): probabilmente il miglior film di propaganda bellica prodotto in Italia nel corso della Prima guerra mondiale.

maciste alpino

Il film è stato presentato in nuova copia restaurata in occasione del Centenario della Grande Guerra, con accompagnamento musicale dal vivo del jazzista Raffaele Casarano con il suo quartetto Locomotive, come da scelta del Direttore del Settore Musica, Ivan Fedele. La ricostruzione e il restauro digitale della versione originale sono stati realizzati dalla Biennale di Venezia in collaborazione con il Museo Nazionale  del Cinema di Torino, presso il Laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna.

“Vogliamo dedicare ai veneziani la serata con la quale inauguriamo la Sala Darsena completamente rinnovata – ha dichiarato il Presidente Paolo Baratta – La Preapertura della Mostra del Cinema avrà luogo al Lido, dove il Direttore Barbera ha proposto la proiezione di un capolavoro del cinema muto, girato nel 1916 in piena Prima Guerra Mondiale, e da noi restaurato. E’ anche un nostro contributo al ricordo della Grande Guerra”

Molto originale e contemporaneo il manifesto ufficiale dell’edizione 2014: realizzato dall’artista Simone Massi, è ispirato all’ultima inquadratura de “I 400 colpi”  (Les quatre cents coups, 1959) di François Truffaut – in uno dei più bei finali della storia del cinema. Il ragazzo raffigurato in primo piano è infatti Antoine Doinel, il personaggio protagonista del capolavoro d’esordio di Truffaut e alter ego del regista in altri titoli memorabili (sempre interpretato da Jean-Pierre Léaud).

Nel manifesto della Mostra, Simone Massi immagina il ragazzo contornato da pesci volanti: un elemento fantastico che mitiga la dimensione interrogativa del suo sguardo, prima del tuffo nel mare della vita.

I Leoni d’oro alla carriera sono stati attribuiti a due cineasti statunitensi: alla montatrice Thelma Schoonmaker e al regista e documentarista Frederick Wiseman.

Thelma Schoonmaker è universalmente riconosciuta come uno dei più straordinari montatori cinematografici, come testimonia il fatto che le siano stati attribuiti tre Oscar (Toro scatenato, The Aviator, The Departed) e due BAFTA (Toro scatenato, Goodfellas), nel corso della sua lunga carriera. La sua collaborazione con il regista Martin Scorsese è iniziata nel 1967 con il montaggio di Chi sta bussando alla mia porta?, fino al recente The Wolf of Wall Street (2013). Oltre alla sua attività di montatrice, Schoonmaker lavora senza sosta per promuovere i film e gli scritti del regista Michael Powell, suo marito. Con Thelma Schoonmaker è la prima volta che il Leone alla carriera della Mostra di Venezia viene attribuito a un artista del montaggio.

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Frederick Wiseman è un cineasta indipendente e regista di teatro.  Ha realizzato 39 documentari e 2 film di finzione: opere narrative drammatiche che cercano di ritrarre l’esperienza umana all’interno di una grande varietà di istituzioni sociali contemporanee. Tra i suoi documentari si ricordano Titicut Follies (1967), Welfare (1975), Public Housing (1997), Near Death (1989), La Comédie Française ou L’amour joué (1996), La danse-Le ballet de l’Opéra de Paris (2009) e At Berkeley (2013, presentato a Venezia).

“Birdman” (o Le imprevedibili virtù dell’ignoranza), diretto da Alejandro G. Iñárritu (Amores perros21 grammiBabelBiutiful), con Michael Keaton, Edward Norton e Naomi Watts,  è stato il film di apertura, in Concorso,  il 27 agosto 2014, proiettato in prima mondiale nella Sala Grande del Palazzo del Cinema: si tratta di una  una black comedy che racconta la storia di un attore in declino (Michael Keaton) – famoso per aver interpretato un mitico supereroe – alle prese con le difficoltà e gli imprevisti della messa in scena di uno spettacolo a Broadway che dovrebbe rilanciarne il successo.

Nei giorni che precedono la sera della prima, deve fare i conti con un ego irriducibile e gli sforzi per salvare la sua famiglia, la carriera e se stesso.

Cinema: 'Allacciate le cinture' (Fasten your belts)

A seguire cerimonia ufficiale di apertura della kermesse con la splendida madrina di questa edizione: l’attrice Luisa Ranieri.

Molto interessante, varia e internazionale la proposta dei film in concorso, con maestri già affermati ed esordienti che vengono da una quarantina di paesi: i nuovi lungometraggi della Selezione Ufficiale sono 56 di cui 55 in prima mondiale e 1 in prima internazionale.

Segnaliamo i tre italiani in concorso:

• Saverio Costanzo “Hungry Hearts” (Italia, 109′) con Adam Driver, Alba Rohrwacher: a New York, Brooklyn. Mina (italiana) e Jude newyorkese, si incontrano e si innamorano. La loro vita procede molto serenamente fino a quando Mina rimane incinta e incontra una guida spirituale che le dice che porta in grembo un bambino “indaco”. Mina sviluppa nei confronti del bambino un’attenzione morbosa: convinta che l’alimentazione ordinaria sia un ostacolo al corretto vivere e terrorizzata dalle contaminazioni, tiene il neonato lontano dalla luce, dai contatti col mondo esterno e lo nutre esclusivamente di specifici cibi e a specifici orari.

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Jude si accorge che il bambino cresce male e, quando lo porta dal pediatra, gli viene comunicato che è denutrito. Inizia così un braccio di ferro tra i due genitori che porterà a sviluppi drammatici. Ispirato al libro “Il bambino indaco” di  Marco Franzoso:

«Avevo letto il libro un anno e mezzo prima di scrivere Hungry Hearts. Mi aveva colpito ma allo stesso tempo respinto, forse perché la storia, da qualche parte, mi riguardava. Il tempo è passato e un giorno ho iniziato a lavorare alla sceneggiatura seguendo solo quello che ricordavo, senza rileggere. La storia di Franzoso mi ha accompagnato in questo modo nella ricerca di quello che poi si è trasformato in un racconto molto personale»

(Saverio Costanzo)

• Mario Martone “Il giovane favoloso” (Italia, 137) con Elio Germano nei panni di Giacomo Leopardi :

«Affrontare la vita di Leopardi significa svelare un uomo libero di pensiero, ironico e socialmente spregiudicato, un ribelle, per questa ragione spesso emarginato dalla società ottocentesca, un poeta che va sottratto una volta e per tutte alla visione retorica che lo dipinge afflitto etriste perché malato. Il giovane favoloso vuole essere la storia di un’anima, che ho provato a raccontare, con tutta libertà, con gli strumenti del cinema»

(Mario Martone)

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• Francesco Munzi “Anime Nere” (Italia, Francia, 103′):

«Ho girato nel paese che la letteratura giudiziaria e giornalistica stigmatizza come uno dei luoghi più mafiosi d’Italia, uno dei centri nevralgici della ’ndrangheta calabrese: Africo. Quando raccontavo che avrei voluto girare lì, tutti mi dissuadevano dal farlo: troppo difficile la materia, troppo inaccessibile, troppo pericoloso. Era un film impossibile. Ho chiesto a Gioacchino Criaco, lo scrittore di Anime nere, di aiutarmi. Sono arrivato in Calabria carico di pregiudizi e paure. Ho scoperto una realtà molto complessa e variegata. Ho visto la diffidenza trasformarsi in curiosità e le case aprirsi a noi. Ho mescolato i miei attori con gli abitanti del paese, che hanno recitato, lavorato con la troupe. Senza di loro questo film sarebbe stato più povero. Africo ha avuto una storia di criminalità molto dura che però può aiutare a comprendere tante cose del nostro paese. Da Africo si può vedere meglio l’Italia»

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Grande attesa anche per Pasolini di Abel Ferrara (Francia, Belgio, Italia, 87’):

la notte del 2 novembre 1975 a Roma viene ucciso Pier Paolo Pasolini, 53 anni. Pasolini è il simbolo di un’arte che combatte contro il potere. Ciò che scrive scandalizza, e i suoi film sono perseguitati dai censori: in molti lo amano e in molti lo odiano. Il giorno della sua morte, Pasolini ha passato le sue ultime ore con l’adorata madre e più tardi con i suoi amici più cari, fino a quando non esce nella notte in cerca di avventure con la sua Alfa Romeo. All’alba viene trovato morto su una spiaggia di Ostia, nella periferia della città.

Ad interpretare il grande intellettuPASOLINI LOCANDINAale l’attore Willem Dafoe, nel cast anche Riccardo Scamarcio e Valerio Mastandrea.

In proposito vi suggeriamo di leggere l’approfondito articolo dello scrittore Roberto Cotroneo http://robertocotroneo.me/2014/08/25/pier-paolo-pasolini/  (anche su Sette, Corriere della Sera, numero 34, 22 agosto 2014).

Gli altri lungometraggi In Concorso sono: The Cut di Fatih Akin, A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence di Roy Andersson, 99 Homes di Ramin Bahrani, (Tales) di Rakhshan Bani-Etemad Ghessha, La rancon de la gloire di Xavier Beauvois, Le dernier coup de marteau di Alix Delaporte, Manglehorn di David Gordon Green, 3 coeurs (Three Hearts) di Benoit Jacquot, The Postman’s White Nights di Andrei Konchalovsky, Sivas di Kaan Mujdeci, Good Kill di Andrew Niccol, Loin des hommes di David Oelhoffen, The Look of Silence di Joshua Oppenheimer, Nobi (Fires on the Plain) di Shinya Tsukamoto e Red Amnesia di Wang Xiaoshuai.

 

→ Qui il programma ufficiale di tutte le sezioni: www.labiennale.org/it/cinema/71-mostra/film/