8 nuovi libri di moda da leggere adesso 👉🏻 #iorestoacasa

8 nuovi libri di moda da leggere adesso:

Per riscoprire (o proseguire a coltivare) uno dei più grandi piaceri della vita, ossia la lettura, in un momento come questo, ecco un suggerimento di 8 libri di moda necessari quanti attualissimi da leggere, collezionare e conoscere per tutti gli appassionati del settore e non.

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1.

LA TRAMA DEL MONDO, I tessuti che hanno fatto la storia di Kassia St Clair, Utet

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Dopo il bellissimo Atlante sentimentale dei colori nella top-ten dei bestseller, la scrittrice, giornalista e studiosa londinese Kassia St Clair ha scritto un testo tra moda, storia e antropologia altrettanto significativo, intenso e assolutamente coinvolgente dal titolo originale ‘The Golden Thread: How Fabric Changed History’ libro dell’anno secondo il Sunday Times e opera selezionata per il Somerset Maugham Award.

«Viviamo circondati da stoffe. Veniamo avvolti nella stoffa quando nasciamo e sono fatti di stoffa i sudari che calano sui nostri visi nel momento in cui moriamo. Dormiamo stretti fra strati e strati di materiali, come se fossimo il pisello della favola e, quando ci svegliamo, ci bardiamo in altri tessuti per affrontare il mondo e far sapere a tutti chi e che cosa siamo quel giorno. Le fibre tessili si sono scavate una nicchia nel nostro linguaggio molto tempo fa: quando parliamo, usiamo parole, frasi e metafore che sono piene di trame e stoffe.»

(Kassia St Clair)

Seguendo la trama attraverso ago e filo e diverse geografie si percorrono tredici storie perfettamente tessute: dalle vele di lana dei Vichinghi, passando per il lino nell’antico Egitto, alla leggendaria Vie della Seta, dall’origine del denim tessuto del popolarissimo jeans, fino alle tute spaziali Apollo 11 in nuovi tessuti tecnologici  e artificiali e oltre….il libro racconta come e perché il tessuto ha cambiato la storia e insieme rifletta e narra la società. Per acquistarlo online e in sconto qui.

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2.

La moda contemporanea, I. Arte e stile da Worth agli anni Cinquanta di Fabriano Fabbri, Einaudi

Fabriano Fabbri è docente di Stili e arti del contemporaneo, Forme della moda contemporanea e Contemporary fashion all’Università di Bologna e traccia una nuova storia della moda che indaga anche il senso, il significato e il potere del vestire, intrecciandolo all’arte contemporanea, alla letteratura e alla filosofia.

Ci sono i più grandi, da Charles Frederick Worth, Lanvin, Coco Chanel ed Elsa Schiaparelli,  Cristóbal Balenciaga, fino al New look di Monsieur Dior e fino all’italianissimo Giorgini, che sancisce l’atto di nascita ufficiale dell moda italiana con le sfilate in Sala Bianca a Firenze e i grandi dell’epoca, come Emilio Pucci e le Sorelle Fontana, senza dimenticare i nomi meno noti ai più.

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3.

Moda e politica. La rappresentazione simbolica del potere di Maria Cristina Marchetti-

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Maria Cristina Marchetti è professore associato presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Roma “La Sapienza”, dove insegna anche Sociologia dell’integrazione europea e si occupa da tempo, tra i vari argomenti,  dei processi culturali e dei fenomeni di moda.  Un libro appena uscito e che suscita immediata curiosità anche ai profani: Cosa unisce Luigi XIV ed Elisabetta I ai moderni capi di Stato e di governo? Cosa si cela dietro il costume tradizionale di Gandhi e i tailleur pantalone di Angela Merkel? Anche in politica c’è un attenzione particolare all’abito in quanto linguaggio e rappresentazione simbolica del potere e questo testo ci suggerirà senz’altro alcune considerazioni molto interessanti!

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4.

VINTAGE LIFE. Le stagioni della moda indossate tutti i giorni di Cristiana Crisafi, All Around

Cristiana Crisafi è content creator e comunicatrice oltre che studiosa e appassionata di vintage, su cui tiene anche dei corsi, infatti il suo primo libro pubblicato nel 2014 si intitolava Vintage! Caccia al tesoro nel cassetto della nonna.

L’argomento ora è super attuale grazie anche all’ etica promossa dalla Fashion Revolution, la quale oltre a sviluppare nuove dinamiche più sostenibili e responsabili sta anche insegnando come comprare capi vintage-che sicuramente racchiudono un’anima particolare e un fascino innato- aiuti a contrastare la crescita spropositata del consumo e di conseguenza l’inquinamento.

Cristiana ben sostiene queste tesi ma parte giustamente da uno sguardo storico sociale della moda, dagli anni Venti con la mitica Coco Chanel fino agli anni Novanta con il grunge, il minimal e le nuove forme di aggregazione giovanile. Spazio a parte è dedicato al ripercorrere in quest’ottica alcuni capi chiave del nostro guardaroba, come la t-shirt bianca, il Levi’s 501 o il mocassino. Lettura piacevolissima e scorrevole.

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5.

MEMOS, A proposito della moda in questo millennio. Catalogo della mostra a Milano, Marsilio

Se non possiamo vedere la mostra dal vivo, non significa che non possiamo proprio vedere la mostra! So bene che sono esperienze diverse ma in fondo tantissime altre volte impossibilitata nel visitare un’esposizione che mi interessava, ho acquistato il catalogo e goduto della visione delle magnifiche foto e della lettura di accuratissimi saggi.

Questo è il caso di Memos, una mostra di moda che è stata inaugurata il 21 febbraio al Museo Poldi Pezzoli di Milano e che al momento è sospesa fino a data da definirsi. Nell’incertezza vale la pena sfogliare questo splendido catalogo: l’esposizione è stata ideata e curata Maria Luisa Frisa e vuole innescare una serie di riflessioni sulla moda contemporanea, sulle sue qualità e sui suoi attributi, attivandole da quelle Lezioni Americane di Italo Calvino, che l’autore avrebbe dovuto tenere nell’autunno del 1985 all’Università di Harvard, nell’ambito delle Charles Eliot Norton Poetry Lectures.

Calvino morì improvvisamente nel settembre dello stesso anno, ma la moglie Esther decise di pubblicarne le tracce scritte. Il titolo dato dallo scrittore era Six Memos for the Next Millennium. Così Memos, parola incisiva e ampia, è titolo dell’esposizione. Attraverso capi straordinari di (tra i tantissimi) Giorgio Armani,  Demna Gvasalia per Balenciaga, Karl Lagerfeld per Chanel, Maria Grazia Chiuri per Dior, Alessandro Michele per Gucci, Maison Martin Margiela,  Moschino.

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6.

Luisa Spagnoli. La signora dei Baci di Maria Letizia Putti, Graphofeel

Della fenomenale Luisa Sargentini meglio conosciuta come Spagnoli (cognome che prese dal marito) vi abbiamo raccontato già qualcosa qui citando la fiction Rai: grande successo di pubblico, tanto per capire quanto questo personaggio sia amato a livello nazional popolare. Una vita intensa, una personalità fiera e grintosa: questi i primi due tratti distintivi della donna che fondò una grande industria dolciaria italiana e la casa di moda che continua a portare il suo nome.

L’inventrice del “Bacio” Perugina – il cioccolatino famoso in tutto il mondo –, della caramella “Rossana”, della nuova lavorazione della lana d’angora, la fondatrice del primo asilo aziendale: Luisa Spagnoli fu tutto questo e molto altro ancora.

Il libro è una nuova edizione riveduta e ampliata che attraverso una biografia appassionante condensa anche anni fondamentali della nostra storia italiana.

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7.

INSTANT MODA. La moda, dagli esordi a oggi, come ne ve l’ha mai raccontata nessuno di Andrea Batilla, Gribaudo

Andrea Batilla è un veterano del settore: ha iniziato come addetto ai tessuti da Romeo Gigli e poi consulente creativo per importantissime aziende, tra le quali Trussardi e Bottega Veneta, fino ad essere stato per anni direttore di IED Moda Milano, dopo varie esperienze di docenza.

E’ stato fondatore anche di uno dei primi magazine indipendenti italiani di moda, fotografia e arte, PIZZA e pizzadigitale.it. Scrive di moda, si occupa di strategie di comunicazione e collabora con la Camera Nazionale della Moda Italiana. La sua storia della moda è senza dubbio piacevole e coinvolgente  e qui vi spiega direttamente lui perché lo ha scritto.

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8.

VITA PRADA. Personaggi, storie, retroscena d’un fenomeno di costume di Gian Luigi Paracchini, Baldini+Castoldi

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Una nuova edizione del libro già cult del giornalista del Corriere della Sera: siamo nella Milano di fine anni Settanta e un incontro speciale, quello tra il toscano-aretino Patrizio Bertelli, famiglia di avvocati, imprenditore di pelletteria,  ribollente di idee la sofisticata signorina milanese, Miuccia Prada, passato di femminista e militante comunista (sempre in tacchi e vestiti mai banali ai cortei studenteschi), erede d’un negozio di borse e valigie dove passa la migliore borghesia.

Come volevasi dimostrare gli opposti si attraggono e i due saranno compagni di vita e di lavoro fino a creare il così detto “fenomeno” Prada

Ormai Prada appunto non è un’azienda ma un fenomeno, non è più considerato soltanto un gruppo e un marchio della moda dai grandi numeri, ma il simbolo di uno stile concettuale che ha saputo ribaltare i canoni estetici, creare tendenze, diventare fatto di costume.

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Buona lettura!

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