Anna Piaggi, una visionaria della moda

SPECIALE BIOGRAFILM 2016: film #danonperdere

A FashionBeginners – of course 😉 – non poteva sfuggire tale chicca in programma: è vero che il Biografilm ci ha abituato bene e anche noi pasionarie della moda abbiamo le nostre soddisfazioni, ma c’è un ma… ne vogliamo ancora di più! Siamo insaziabili. Faremo prima o poi una petizione scritta al nostro Caro Direttore artistico Andrea Romeo, così come i followers più âgé che pare abbiano richiesto per la prossima edizione speciali Masterclass anche per loro (fino ad ora riservate a studenti fino a 25 anni)?  

Chissà, intanto noi la buttiamo lì e voi segnate in agenda le date delle due proiezione del fantastico doc molto molto atteso dalla grande community moda e non solo… Perché sì, lei era davvero un personaggio pazzesco, tanto che anche il prestigioso Victoria & Albert Museum di Londra nel 2006 le ha dedicato una ricchissima mostra, Anna Piaggi fashion-ology. 

Celebre per i suoi abbigliamenti eccentrici, intima amica di stilisti come Karl Lagerfeld, Gianni Versace, Castelbajac, Manolo Blahnik,

Anna Piaggi è una delle fashion icon più famose per eccellenza ed è stata testimone di quella contaminazione tra arte, società e cultura che ha cambiato la moda e ne ha decretato il successo su scala globale.

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Il film, per la regia della talentuosissima Alina Marazzi, regista di  tante opere di successo di pubblico e di critica, come Un’ora sola ti vorrei e Vogliamo anche le rose, ripercorre la storia di questa giornalista d’eccezione, personaggio chiave del mondo della moda tra la fine degli anni sessanta fino all’inizio del 2000, che ne ha incarnato lo spirito e ne ha raccontato la storia in presa diretta: un intenso ritratto di una delle voci più importanti del fashion-system internazionale toccando le città capitali della moda – Parigi, Londra, Milano – avvalendosi di una selezione accurata di immagini d’archivio, di fotografie inedite provenienti dall’archivio fotografico di Alfa Castaldi – suo marito e noto fotografo di moda -, Ugo Mulas, Baldo Fabiani e di testimonianze di alcuni dei più conosciuti stilisti del mondo.

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Anna Piaggi e Karl Lagerfeld (1978)

Anna Piaggi, milanese, incomincia ad occuparsi di moda nei primi anni ’60 su sollecitazione di Alfa Castaldi, l’uomo che sposerà nel ’62, già allora apprezzato fotografo. Entrambi frequentano la Milano degli anni ’50/60, in quegli anni motore del boom economico italiano, e particolarmente disposta a favorire originali contaminazioni tra il mondo dell’arte e quello della produzione industriale, in particolare nel campo tessile e dell’arredamento.  In quel periodo Parigi è dominatrice incontrastata del mondo della moda con la haute-couture, la moda sfavillante e lussuosa destinata alle vecchie élites raffinate.

A metà degli anni ’60 Anna è a Londra, città simbolo delle pulsioni ribelli che i giovani esprimono in opposizione allo stile di vita precedente, ed è subito attratta dalla bohemian fashion, una moda ecclettica, semplice, che si lascia influenzare da quanto si respira nelle strade della swingin london. Frequentando i mercatini di Londra con il grande collezionista Vern Lambert trova e compra di tutto: abiti utilizzati per spettacoli di teatro, antichi pezzi di abbigliamento, oggetti ‘pop’ contemporanei  e inventa il concetto di moda vintage, quando ancora nessuno osava pensare di indossare abiti usati. A partire da lì  incomincia a proporre un’immagine di sé che usa e mescola di tutto. Incontra gli artisti e i creativi della città, è curiosa, pensa alla moda come qualcosa di vivo ed eloquente.

A poco a poco affina il suo gusto per la provocazione e col passare degli anni decide di valicare il confine che separa le idee dal corpo fisico. Anna fa di se stessa un’opera d’arte, col suo modo di presentarsi unico e irripetibile. Indossa tutto quello che le passa per la testa: cappelli, velette, tende, copridivani, tessuti, oggetti di design, con un’immaginazione e una forza creativa che la rendono unica.  

Dice di lei Bill Cunningham, fashion photographer of the New York Times:

<<Anna lavorava con gli abiti come i pittori con i tubetti di colore. Tra un secolo a nessuno importerà nulla della moda commerciale: vorranno sapere invece chi era quella donna>>

3--PORTRAIT-BY-DAVID-BAILEY,-Anna-Piaggi-photographed-for-AnOther-Magazine-in-2003PORTRAIT BY DAVID BAILEY, Anna Piaggi photographed for AnOther Magazine in 2003

A Parigi, Karl Lagerfeld ne resta ammirato e la elegge a sua musa, ritraendola in centinaia di sketch con le sue ‘mise eccentriche’, che in realtà contengono tutto quello che la moda sarà negli anni a venire, come lo stesso Kaiser le riconosce. 

Il sodalizio con lo stilista tedesco la porta nel cuore della moda, a Parigi, che incomincia a sentire la pressione dei giovani stilisti italiani. Questo nuovo orientamento della moda punta sul prêt-à-porter, abiti meno impegnativi e più economici, destinati potenzialmente a tutti, e al valore del marchio, frutto di un sofisticato sistema di marketing, che poggia sul nascente giornalismo di moda e su una visione meno elitaria della moda. Anna, persona di grande serietà e coraggio nonostante il suo aspetto frivolo e osé, è consulente di questi stilisti e darà un contributo non indifferente al successo del Made in Italy.

Il giornale che dirigerà per due anni, Vanity e soprattutto la sua rubrica Doppie Pagine su Vogue Italia, diventano lo spunto per tanti stilisti per farsi interpreti delle tendenze della moda. Anna Piaggi sa leggere in modo autentico e versatile le creazioni degli stilisti, ne coglie le emozioni creative e i riferimenti  artistici e alla fine di ogni presentazione viene scrutata con attenzione da chi teme il suo giudizio.

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Dagli anni ‘80 non c’è sfilata che inizi senza Anna Piaggi in prima fila. Anna arriva e fa sensazione, con i suoi capelli blu, il pesante trucco bianco, le gote macchiate di rosso, il contorno degli occhi nero, le labbra rosse, gli abiti stravaganti e i cappelli più bizzarri che si possano immaginare.  

Nel 1995 muore il marito Alfa, compagno di tante avventure. Dal 1958 aveva iniziato con lei, allora collaboratrice della rivista Arianna, un ininterrotto rapporto di lavoro e aveva sviluppato una ricerca fotografica caratterizzata da una forte convergenza tra moda e analisi del quotidiano. Alfa Castaldi è stato un anticipatore della futura fotografia per la moda, artistica, originale.

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Anna Piaggi, scomparsa nel 2012, viene raccontata nel film attraverso queste stagioni della moda, le città in cui si riconosce, respira, vive, i mondi artistici e sociali con cui entra in contatto e che elabora con la sua cultura e conoscenza specifica.  Un sapere pieno di vita, coerente, convinto, che attraversa il tempo e cerca nella moda un senso del vestire che risponda a criteri di intelligenza, di consapevolezza e anche di trasgressione. La moda era per lei il campo dove avvenivano le sintesi più significative della contemporaneità, un segno vivo del presente su cui convergeva la memoria culturale più significativa della nostra civiltà.

Una donna che col suo coraggio e la forza della sua libertà interiore sa inventare, sa creare, sa cambiare ed è pronta a pagare di persona per restare fedele a se stessa.  

 

Da non perdere!

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“Anna Piaggi – Una Visionaria della Moda”
In programma giovedi 16 giugno 2016, ore 21.30
CINEMA EUROPA, Bologna
Replica: sabato 18 giugno 2016, ore 18.30
CINEMA LUMIÈRE, Bologna
→ Sezione BIOGRAFILM ARTE 2016