Aquarius

Dal Brasile un film #danonperdere: presentato in concorso all’ultimo Festival di Cannes e osannato dalla critica di tutto il mondo, “Aquarius” segna il ritorno sul grande schermo di una straordinaria Sonia Braga, nei panni di una donna che rivendica il diritto di esprimere la propria identità culturale, politica e sessuale, il diritto di essere sola e libera in un film che ha i colori della controcultura e dell’emancipazione femminile.

Clara è un critico musicale e vive in un piccolo palazzo degli anni Quaranta chiamato “Aquarius”, che si affaccia sullo splendido lungomare di Recife. Una compagnia immobiliare ha già acquistato tutti gli appartamenti dell’edificio per farne un grattacielo di lusso, ma Clara è decisa a non cedere la casa a cui è legata dai ricordi di una vita. Dopo i primi approcci amichevoli, gli speculatori ingaggiano una vera e propria guerra fredda con la donna, in un crescendo di violenza psicologica: abituata da sempre a combattere, Clara non ha però intenzione di arrendersi, neanche davanti all’ultima, sconvolgente minaccia.

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Uscito tra mille controversie in Brasile, per la regia di Kleber Mendonça Filho (1968, Recife), Aquarius- Festival di Cannes in Concorso 2016, Biarritz International Festival, Premio Speciale della Giuria, Premio Miglior Attrice, Sydney Film Festival, Premio Miglior Film, Lima Latin American Film Festival, Premio Speciale della Giuria, Premio Miglior Attrice, presentato al Munich Film Festival e Zurich Film Festival-  è stato accolto da un inatteso successo di pubblico, diventando un vero e proprio manifesto di libertà e resistenza.

Sonia Braga è straordinaria: famosissima in Brasile grazie ad alcuni ruoli televisivi nelle più celebri telenovelas fino alla consacrazione assoluta con Gabriela”, prodotta da Rede Globo a partire dal celebre romanzo di Jorge Amado,  sul grande schermo si afferma con “Dona Flor e i suoi due mariti” (Dona Flor e Seus Dois Maridos, 1976, di Bruno Barreto), sempre tratto da un celeberrimo romanzo di Amado, che diventa il più grande successo della storia del cinema brasiliano e la lancia a livello internazionale.

E’anche “Gabriela” a fianco di Marcello Mastroianni (Gabriela, Cravo e Canela, 1983, di Bruno Barreto). Diventa così Star Hollywoodiana con “Il bacio della donna ragno” (Kiss of the Spider Woman, 1985, di Hector Babenco), che si rivela un grande successo di pubblico e critica e le porta una candidatura al Golden Globe, “Milagro” (The Milagro Beanfield War, 1988), diretto da Robert Redford, con cui stringe anche una lunga relazione sentimentale. Ormai divisa tra Brasile e Stati Uniti, lavora con Clint Eastwood, Tarantino e Rodriguez, Ethan Hawke, Jennifer Lopez e Jessica Alba, rimanendo contemporaneamente sempre attiva in tv  e lasciando il segno in molte delle più celebri serie degli ultimi anni, da Sex and the City” a Law & Order”, da “CSI: Miami” ad Alias”.

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<<Aquarius parla di libertà, ma anche di memoria. Il film si apre infatti con una serie di fotografie della vecchia Recife accompagnate da una bossa nova, e si vedrà poi che la memoria, per la protagonista Dona Clara, è in primo luogo fedeltà a se stessa; è legame forte con la tradizione (che è tradizione degli anni Settanta, di libertà), con la famiglia, con la musica (vengono nominate due regine della “musica nova” brasiliana, Elis Regina e Maria Bethania)>>

<<Ma è anche libertà di non negarsi il piacere. Non accettando di vendere la casa dove vive e dove è stata felice col suo uomo, Clara combatte non inconsapevolmente contro quell’idea di “crescita” che ha portato il mondo all’attuale rovina o quasi. I suoi avversari (uomini, non a caso, e proprio nel senso di machos), agiscono sempre in modo subdolo, prima proponendo affari “irresistibili”, poi nel modo più proditorio e nascosto; mentre Clara agisce a viso aperto fino alla sfida finale. Non arrendersi, non dimenticare che si può essere liberi: questa è la memoria di Clara, una memoria morale, rispecchiata alla perfezione da Sonia Braga, che per me rappresenta il volto stesso della cultura brasiliana>>

Kleber Mendonça Filho

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→Nelle sale italiane dal 15 dicembre 2016

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