Artefiera 2016: Andrea Salvatori

E’ una trama di spiazzanti tensioni e paradossali equilibri visivi quella che sostiene Gli specchi dovrebbero pensare più a lungo prima di riflettere”, il progetto espositivo concepito da Andrea Salvatori (artista nato a Faenza nel 1975, formatosi presso l’Istituto d’Arte per la Ceramica di Faenza e l’Accademia di Belle Arti di Bologna, indirizzo Scultura, già protagonista di varie esposizioni personali e collettive di rilevanza sia nazionale che internazionale) in dialogo con l’eclettico patrimonio del Museo Davia Bargellini di Bologna, visibile fino al 10 aprile 2016. 

5_Salvatori_Foto-MontiAndrea Salvatori, Headache, 2013. Ceramica e porcellana. Foto Dario Lasagni. Courtesy l'artista.

Andrea Salvatori  reinventa la materia con ironia, costruendo opere di senso narrativo straniante che nascono dall’assemblaggio di oggetti comuni recuperati dal passato e decontestualizzati dalla loro funzione d’uso originaria, spesso di estetica kitsch, con anomali elementi scultorei da lui creati con abile perizia tecnica.  

6_Salvatori_DaviaBargelliniAndrea Salvatori, Tié!, 2009. Ceramica, porcellana e marmo. Foto Bernardo Ricci. Courtesy l'artista.

Con la stessa attitudine giocosa, l’artista si confronta con i due nuclei che compongono le eterogenee collezioni del Museo Davia Bargellini – le raccolte di arti applicate e la quadreria senatoria della famiglia Bargellini – per la prima volta coinvolte nel circuito di ART CITY Bologna, traducendo sul piano della strategia espositiva i meccanismi cardinali della sua pratica, in  particolare la manipolazione di elementi distanti tra loro.

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In un allestimento che interessa direttamente gli arredi originali del museo bolognese, fondato negli anni Venti del XX secolo con l’intento di riprodurre un appartamento nobiliare del Settecento con mobili e suppellettili di pregio, essi sembrano infatti trovare una cornice di ambientazione ideale per enfatizzarne la natura mimetica e ingannevole. 

La mostra, il cui titolo si ispira a una celebre frase di Jean Cocteau, attraversa le sette sale del percorso espositivo del museo con una selezione di 67 opere, di cui circa la metà realizzate appositamente per questa occasione, che documentano le fasi più recenti della ricerca di Salvatori, in cui il gusto provocatorio per lo spiazzamento originato da accostamenti dissacranti si attenua per lasciare spazio a composizioni più complesse e meditate in cui prevalgono forme geometriche pure. 

Andrea Salvatori, TuttiTappi #26, 2013. Ceramica e porcellana. Foto Andrea Salvatori. Courtesy l'artista.
2_Salvatori_Foto-MontiAndrea Salvatori, Luca Lanzi "Gli specchi dovrebbero pensare più a lungo prima di riflettere". Allestimento della mostra presso Museo Davia Bargellini, Bologna. 2016. Photo © Matteo Monti.

Nel primo ambiente l’opera “La Vispa Teresa” esemplifica un procedimento tipico dell’artista in cui alcuni personaggi sopportano il peso di soverchianti forme geometriche creando una scena inaspettata che sovverte ogni retorica rappresentativa. In questo caso, è una leziosa statuina in porcellana che riproduce la protagonista della celebre filastrocca a subire il destino di essere schiacciata dal volume astratto di una figura poliedrica mentre è chinata nell’atto di raccogliere fiori. 

1_SalvatoriAndrea Salvatori, La Vispa Teresa, 2007. Ceramica e porcellana. Foto Bernardo Ricci. Courtesy l'artista 

Un  percorso sicuramente sorprendente e originale che si conclude nell’ultima sala dove sono conservate le collezioni di piccole ceramiche e un raro teatrino settecentesco animato da raffinate marionette. Facendo convivere le proprie opere a diretto contatto con questi oggetti decorativi del museo, l’artista dispone all’interno di due vetrine una piccola galleria di personaggi in pose graziose su cui rovescia dispettosamente in testa vasi che ne occultano completamente le fattezze, e quindi l’identità. 

Un invito finale rivolto ai visitatori per interrogarsi se la realtà sia davvero ciò che appare. Come dovrebbero pensare a lungo gli specchi prima di riflettere.

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Museo Davia Bargellini
Strada Maggiore 44
Bologna
Mostra a cura di Sabrina Samorì e Silvia Battistini
Promossa da Istituzione Bologna Musei nell’ambito di ART CITY Bologna 2016
Fino al 10 aprile 2016
Ingresso GRATUITO