Gucci AI 2015/16

Nominato direttore creativo dopo la dipartita di Frida Giannini (della quale era il braccio destro) si è presentato alla stampa con umiltà e ironia (doti che apprezzo sempre più di ogni altra) ex Mister Nessuno:

la prima collezione femminile di Alessandro Michele – Autunno Inverno 2015/2016 – ha debuttato il  25 febbraio 2015 nel corso del  primo giorno dell’attesa Fashion Week milanese.

Siamo oltre il genere: dopo la sfilata maschile di gennaio, in cui abbiamo visto uomini molto femminili, ecco ora le nuove donne androgine della nuovissima e differente Era Gucci.

gucci-2015-16-2Creatività e originalità alla massima espressione, attraverso la sua interpretazione del contemporaneo, citando il filosofo italiano Giorgio Agamben e il semiologo e saggista francese Roland Barthes, per cui il “Il contemporaneo è l’intempestivo”.

La contemporaneità è una singolare relazione che aderisce al proprio tempo e, insieme, ne prende le distanze…È davvero contemporaneo chi non coincide perfettamente col suo tempo né si adegua alle sue pretese ed è perciò, in questo senso, inattuale; ma, proprio attraverso questo scarto e questo anacronismo, egli è capace più degli altri di percepire e afferrare il suo tempo 

(Giorgio Agamben, Che cos’è il contemporaneo? – Nottetempo Edizioni)


Alessandro Michele
, romano,  42 anni, ha studiato all’Accademia di Costume e di Moda di Roma e ha iniziato la sua carriera presso Les Copains a Bologna, passando poi a Fendi in qualità di Senior Accessories Designer. Entra nel Design Office di Gucci nel 2002 con Tom Ford, assumendo crescenti responsabilità fino a divenire Associate to the Creative Director Frida Giannini nel Maggio 2011.

Nel 2014 diventa anche  Direttore Creativo di Richard Ginori, il famoso marchio italiano di pregiate porcellane acquisito da Gucci nel 2013. Dichiara di essere un collezionista, amando tutto ciò che è antico, in particolare rinascimentale, specialmente i feticci e le reliquie, ma che il passato deve essere sempre reinterpretato, trovando un nuovo simbolo e significato nel presente.

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Che cosa significa dunque davvero essere contemporanei? Agire in modo inattuale, come scrisse già Nietzsche.

Una collezione stupenda, innovativa e affascinante, estremante libera e vera, autentica. Il designer ha affermato che adora guardare le persone in giro in città, nella loro totale naturalezza. “Credo che la gente debba essere libera di esprimersi, per strada c’è già tutto questo, a me piace osservarlo, starei sempre al bar a guardare quelli che passano”.

Un mood di ispirazione franceseboho-chicseventies, con influenze vintage, retrò, military chic, romantiche, il tutto sapientemente mixato con una visione di indubbia personalità e modernità: grande varietà di tessuti, dalla seta, al pizzo, alla lana, al velluto alla pelliccia, e di colori (predominano i colori caldi, dal rosso in varie sfumaure, al verde bosco, arancio,marrone, ma anche azzurro, nude, bianco e nero) tagli sartoriali maschili specialmente nei pantaloni, nelle giacche e nei completi. Gonne midi, a vita alta, plissettate.

Grande importanza agli accessori: cinte logo Gucci in evidenza, tantissimi baschi – che adoro! – e cuffie di lana, ciabatte di pelliccia, anelli importanti, sandali, ballerine ma stravince il mocassino. Occhiali in primo piano, dall‘allure intellettuale e vagamente nerd.

Trasparenze, ricami, stampe floreali, che da sempre contraddistinguono il brand.

Essere se stessi, senza regole troppo rigide da seguire e scegliere il proprio stile con assoluta libertà di esprimersi e di sentirsi a proprio agio in questo tempo presente. Sperimentare e avere il coraggio di cambiare, reinventandosi sempre con profondità, attraverso uno sguardo vivo, con occhi che brillano mentre cercano nell’armadio della mamma o della nonna una vecchia storia da indossare e raccontare hic et nunc.