Moda e cinema: I migliori look da 4 film cult anni ’90

Visto che la lista dei film che uniscono moda e cinema, si sà, è lunghissima, ci siamo limitati ai cult quindi ecco i miglior look femminili con i primi 4 titoli dagli anni ’90 in poi. E ammettiamolo, questo è anche un pretesto per parlare di loro, delle star di quei anni.

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“A letto con nemico” (Sleeping with the enemy, 1990)

Un film che se lo trasmettono in televisione, lo rivedrei.

Thriller leggero e una storia ahimè più che attuale, la protagonista è una bellissima e giovanissima Julia Roberts, in stato di grazia che buca lo schermo (tanti sono i primi piani su di lei) dopo il successo di Pretty Woman” sempre di quell’anno.

Bella certo, ora vi faccio una confessione politicamente scorretta lo so già (è più forte di me scusate): la Julia non mi è mai stata simpatica, perché mi ha sempre trasmesso quella certa superbia di fondo ponendosi un po’ come la finta modesta. Ma detto ciò, in un paio di film la trovo perfetta e questo è il primo.

Sono sempre impeccabile, no?

 

Calma ed eleganza please

Film di Joseph Ruben, tratto dal romanzo di Nancy Price, di per sé semplice, ha dei bei momenti di suspence e colpi di scena: la Roberts, giovane moglie di nome Laura, sposata con un uomo più grande di lei, Martin, interpretato da un folle Patrick Bergin, scopre che le sue iniziali eccessive attenzioni, che si riversano anche nel perfetto ordine in una casa perfetta al mareee! rivelano un uomo possessivo e violento.

Ci sono due scene che fanno capire bene lo stato d’animo che ella vive: quando Martin le regala un mazzo di rose e lei fa un’espressione di sopportazione al limite (quella dove alzate gli occhi al cielo per intenderci) e quella degli asciugamani che devono essere allineati secondo le regole compulsive del maritino. Non vi svelo as usual il resto della storia.

Bene, ora passiamo alla parte che ci piace: agli abiti, che mostrano il passaggio di cambio di identità e di animo della protagonista, che da Laura si farà chiamare Sara. Da uno stile di vita alto nella bella società, la upperclass americana elegante e moderna passa a quello più semplice e comunque contemporaneo di quei anni.

Da un bel pigiama di taglio maschile in cotone (molto in voga è indossato anche da Kelly di Beverly Hills 90210), agli abiti da sera scollati preferibilmente nero o rosso e look da giorno chiari con capelli raccolti, passiamo a mise più basic con t-shirt bianche, gilet, gonne leggere, jeans (ora chiamati momfit) e scarpe basse in tela. Fino a quando non incontra Ben, un giovane insegnante di teatro, e la vediamo in abiti estivi a fiorellini (un vestito lungo che adoro e che tutt’ora va alla grandissima), in top sangallo insieme al sempreverde golfino rosa.

Cambia pure la pettinatura: al via una folta chioma libera! Insomma tiene un basso profilo finché non riscopre una seconda femminilità e libertà, indossando un bell’abito lungo rosa chiaro. Tutti look che mai come quest’anno sono di tendenza!

Caro è sempre tutto perfetto, che vuoi di più?

E per salutarvi…

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“Proposta Indecente” (Indecent Proposal, 1993)   

Giusto per capire in che scenario siamo, un anno prima uscì nelle sale“Basic Instinct” di Paul Verhoeven che fece scalpore per le ovvie scene, ora diventate iconiche.

Erano anni in cui si prediligevano storie dalle tematiche erotiche drammatiche, un nuovo potere a discapito di chi si faceva coinvolgere anche sentimentalmente. Facciamo un bel quartetto con altri due film usciti precedentemennte, ossia “Nove settimane e mezzo” del ’86 e “Attrazione Fatale” dell’87 entrambi di Adrian Lyne. Insomma anni di vera trasgressione.

Una coppia felice ma…

Fonti narrano che il film Proposta indecente” tratto dal libro di Jack Engelhard, sempre dello stesso regista Adrian Lyne, genere che gli si confà a quanto pare, fece grande scandalo per l’argomento che trattò. La critica lo stroncò e fu premiato come peggior film degli anni Novanta ma piacque al grande pubblico e con il  tempo ha avuto un riscatto – ebbe un successo di cassetta – anche grazie al cast scelto, e così è entrato nei cult.

Sicuramente non un film d’autore o una pellicola memorabile, ma certo affrontò nuove tematiche allora tabù di una società americana guidata da nuovi valori (e mercati) in reazione ad anni di recessione <<dell’era di Bush padre>> ma bigotta. Quanto era disposta a mettere in discussione la propria morale per un bene maggiore?

Storia di una giovane coppia in crisi economica (per l’appunto), Diana e David, questi sono la seducente e super tonica Demi Moore una trentenne da paura – e il romantico ragazzone Woody Harrelson. Il regista però li reputava non adatti, primo perché la Moore – seppur uscita dal successo romantico di “Ghost” era troppo aggressiva e secondo, Harrelson non incisivo, e invece si rivelarono credibili e alcune scene entreranno nell’immaginario collettivo.

La prima scena iconica, è quella della Moore, in canotta e mutande sdraiata sul lettone, sommersa dai dollaroni che i due hanno vinto al Casinò di Las Vegas. La seconda è quella dell’abito da sera nero indossato sempre da lei, nonché  significato di “passaggio d’amore” tra il marito David e il miliardario John Gage. La prima volta che vediamo l’abito è quando Diana lo prova in camerino sotto gli occhi indiscreti del miliardario, interpretato da un maturo ed elegantissimo Robert Redford e quando lei lo indossa (finalmente!) alla cena che Mr Gage gli ha riservato. Ovviamente è un regalo del ricco gentiluomo.

Il noto abito dalla scollatura sexy era firmato niente popò di meno che da Thierry Mugler e il suo prezzo era di 5 mila dollari (la cifra viene detta nel film proprio per sdoganare la nuova riccanza Made in Usa). Genere di abito che vedremo nelle passerelle da lì in poi.

Ma prima di arrivare ai cambi di look, c’è un altro elemento che non passa inosservato cioè lo zaino. Uno zaino in tela dalle lunghe bretelle, accessorio che è stato riproposto in mille modelli nelle sfilate in questi ultimi cinque anni. Altri accessori che segnarono la moda di quel periodo, e che danno subito stile, sono il basco o la cuffietta insieme al perenne occhiale da sole.

Piccola parentesi: stile metropolitano che rivedremo simile un anno dopo, in un altro amatissimo film: Léon.

Bè, si possiamo dire che abbiamo fatto tendenza con questi due modelli di occhiali da sole (Léon, 1994). Accessorio iconico per definizione.

Ritornando al film, c’è un secondo abito che farà capire che ormai Diana è conquistata dal miliardario: l’abito lungo con spacco e colletto alla coreana. Abito fasciante e sensuale denota  il gusto di Mr Gage. Non sfacciato e non volgare. Prendiamo nota.

Uno degli abiti più sensuali del film indossato da una Demi Moore al top

 

Come resistere al fascino…dei SOLDI! E se ti chiami Robert Redford, l’eleganza è di casa. Aneddoto: infatti il regista Lyne rivelò che si meravigliò di quanto realmente l’attore fosse una persona distinta: aveva un portamento da vero gentiluomo anche fuori dal set.

Concludiamo con una carrellata di abiti in bianco, molto eleganti o casual indossati solo dalla riccanza americana: come quando ad un’asta di beneficenza, appare in un bellissimo abito bianco dalla generosa ma pur sempre elegante scollatura, con un ombrellino da sole noblesse obligee e con gioielli discreti. 

Ci conosciamo?

Interessante infatti è l’evoluzione di Diana che dopo avere assaporato la vita della straricca borghesia, torna in short e giubbotto per rivendicare la proprietà di casa che il miliardario nel frattempo gli aveva sottratto (gli affari sono affari eh), per poi concludersi di nuovo in abito bianco quando va al molo dove incontra di nuovo il suo vero amore, David.

Un bel finale che fa capire che il loro amore è riconosciuto perché i protagonisti sono maturati. Love libera tutti.

Eccola, in total white, come una sposa redenta

 

La vera coppia più felice degli anni ’90. BEVERLY HILLS, CA – APRIL 6: Actor Bruce Willis and actress Demi Moore attend the “Indecent Proposal” Beverly Hills Premiere on April 6, 1993 at the Samuel Goldwyn Theatre in Beverly Hills, California. (Photo by Ron Galella, Ltd./Ron Galella Collection via Getty Images)

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“Kalifornia” (1993)

Andiamo avanti: questo è uno dei film che guardo solo per i look delle due protagoniste soprattutto dell’attrice Michelle Forbes.

Ma andiamo con ordine: thriller senza pretese e senza effetti, di Dominic Sena, abbiamo un bel quartetto tutto pepe e disagi. La prima coppia è composta da Michelle Forbes e David Duchovny, la seconda è con Brad Pitt (agli inizi della sua carriera, bravo e già sex symbol) e la prezzemola Juliette Lewis. La prima è una coppia di professionisti stilosi, contro una coppia di sbandati ma pur sempre in forma. Qui i personaggi che spiccano di più sono Michelle e Brad Pitt con al seguito Juliette Lewis.

La coppia parte in macchina con tutti i miglior presupposti per una breve vacanza on the road fino in California. Piccolo appunto: vacanza un po’ alternativa perché andrebbero a visitare i luoghi dei peggiori crimini per scriverne un libro con fotografie. La C di California allora viene trasformata in K di Killer. Partiamo bene. Infatti daranno un passaggio ad una coppia evidentemente di dubbia origine che ha risposto ad un loro annuncio per dividere le spese del viaggio (un primo BlablaCar senza referenze).

Ma a uno come Brad Pitt puoi dire di no? Ovvio che no (neanche quelle due di Thelma &Louise gli hanno negato un passaggio, mannaggia!). Così iniziano i problemi e gli sguardi che quel maniaco di Pitt rivolge alla bella Michelle, accompagnato dalla miagolante Juliette.

Piccola divagazione: primo passaggio “on the road” di un giovane Brad Pitt che lo ha fatto conoscere al grande pubblico (Thelma & Louise, 1991). Viva il denim!

Ed ecco che passiamo ai look!: ragazzi, siamo nei pieni anni Novanta quindi che vi piaccia o meno, lo stile è quello e lo ritroviamo or ora nei negozi di tutto il mondo! Abbiamo l’imbarazzo della scelta ma prima di farci trasportare dall’entusiasmo, una nota a favore al taglio di capelli di Michelle/Carrie: ha un caschetto molto corto, molto IN, che adoro. 

Piccola parentesi: e parlando di caschetti celebri come non ricordare la Uma Thurman, Mia Wallace, in “Pulp Fiction” del ’94. 

Chi preferite?

Anche il trucco è figo: rossetto rosso e sopracciglia definite. Una moderna Valentina americana. Il tutto accompagnato da occhiali da sole animalier e sigaretta. Uno stile che affascina ovviamente. Questo in opposizione al più semplice della ingenua (sotto sotto peperina) Juliette Lewis.

Gossip: La Lewis per quattro anni farà coppia fissa proprio con Brad Pitt (anvedi!) quindi quando hanno girato questo film stavano già insieme da un paio di anni. E l’anno seguente sarà decretata icona – e credibile attrice – degli anni Novanta grazie ad un altro cult road movie “Assassini nati – Natural Born Killers” di Oliver Stone, insieme al ragazzone di cui sopra, Woody Harrelson. Come è piccola Hollywood.

Vi avevo avvertito che avrei parlato molto di loro!: ecco l’altra coppia di folli in “Natural Born Killers” di Oliver Stone, del ’94. Mise sempre discrete.

Ritornando ai look: mai come adesso sono tornate di moda, quelle magliette nere, grigie o bianche a costine, ora in tutti i colori, come gli abitini prendisole in tutte le stampe fiorate o a pois, le mollette per capelli solo da un lato, le minigonne elastiche fascianti, i jeans a vita alta, i top crop e i top a fascia colorati e via discorrendo. Tutto quello che vedete ora nei negozi, lo troverete in questi primi film. Benedetti anni Novanta, o si odiano o si amano.

Qui i cambi abito sono pochi ma questi pochi e semplici look caratterizzeranno tutto il film. Per capire che effettivamente i personaggi vestivano la moda del momento, vediamo gli attori alla premiere con gli stessi look e per me sono fantastici! Per concludere, la storia si evolve fino ad un bivio drammatico e il finale…be’ direi che non è cosi fondamentale.

Scusate, altra piccola divagazione, eccoli! Di nuovo:

Il trio del film alla Premiere! WEST HOLLYWOOD, CA: Actress Michelle Forbes, actor David Duchovny and actress Juilette Lewis attend the “Kalifornia” West Hollywood Premiere on August 23, 1993 at the DGA Theatre in West Hollywood, California. (Photo by Ron Galella, Ltd./Ron Galella Collection via Getty Images)

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Ok, avete ragione, se dobbiamo fare delle piccole parentesi, allora menzione speciale per “Cuore Selvaggio – Wild at Heart” di David Lynch, altro film pulp road movie del ’90 con un’altra coppia celebre, Laura Dern e Nicolas Cage, dalle mise caratterizzanti.

Una biondissima Laura Dern nel film di David Lynch, “Cuore Selvaggio” del 1990. Anche qui abitini a pois dal richiamo anni ’50 molto amati dagli americani e ora dal sapore rockabilly.

 

“Da Morire” (To Die For, 1995)

Bene, andiamo avanti di due anni e cambiamo genere e stile: vediamo una commedia sarcastica, a momenti grottesca firmata da Gus Van Sant, tratta da un romanzo di Joyce Maynard.

Per il ruolo della giornalista ambiziosa e arrampicatrice Suzanne Stone, furono contattate alcuni attrici che rifiutarono quel ruolo un po’ visionario e conturbante. Poi un giorno, telefonò Nicole Kidman che si propose con tale entusiasmo che convinse Gus.

Prova a dirmi di no

Dopo la parte seria, ecco la parte apparentemente frivola: come tutte le donne che vogliono fare carriera e avere successo, quale migliore cambio di look ci può essere, se non mostrare quello che veramente si è, anche in modo subdolo? Perché dopo il dio denaro, se vuoi essere qualcuno, apparire devi e devi apparire bene.

Film fotogenico e videogenico (interessante la scelta di Gus di alternare i punti di vista tramite i media) ecco allora il capello liscio e gonfio realizzato dalla miglior shampista della provincia, ecco i tailleur (giacche semi bon-ton con spalline imbottite perché si sa, attribuisce subito serietà alla persona) e abitini succinti che trovavi nei miglior negozi d’abbigliamento dell’epoca ora dall’aria vintage: un tripudio di quadri, quadretti vichy, stampe e abbinamento di colori improbabili, animalier alternati ai colori pastello, il tutto enfatizzato dalle pose ammiccanti e camminata sicura sui tacchi. Quando l’abito ti da potere.

Chi mi ferma è rovinato

La Vamp in azione

Infine trucco curato, sottilmente caricaturale: ombretti dai colori primaverili, occhioni dalle lunghe ciglie volumizzate dal mascara, rossetti ciclamino e unghie curatissime, laccate, lunghe quasi artigli. Talmente perfetta da sembrare finta. Talmente perfetta da essere fredda, al di sopra di tutti noi.

Qui Nicole Kidman mostra la sua bravura d’attrice in un ruolo che la farà conoscere come è la protagonista, una vera fusione di personalità: convincente, ammaliante e distaccata (e manipolatrice?). Per chi non lo avesse capito, bella da morire.

Se sei una vera lady, il cagnolino isterico non può mancare

Una bella per cui morire in verità, perché la giornalista chiede a due studenti imberbi di aiutarla a far fuori il marito. Storia così surreale da essere vera (?).

Un personaggio da cui prendere ispirazione qualora si volesse sfondare in un campo specifico e (purtroppo) anche noi in Italia abbiamo degli esempi femminili, che si sono imposti – dalla politica all’intrattenimento – come improbabili opinioniste o consulenti di non so quale materia. Non mi fate dire i nomi, per piacere.

Ricordiamo gli altri personaggi (maschili) importanti per il successo di Susan: un giovane e “calato” pure lui nella parte Joaquin Phoenix come il compare Casey Affleck e un innamoratissimo quindi ingenuo Matt Dillon, marito della Nicole/Susan.

A completare, c’è pure una ragazza che rimarrà anche lei affascinata da Susan e si metterà a suo totale servizio. Da vedere.

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Se volete sapere sul resto, qui una divertente e buona recensione del film —>http://labaravolante.blogspot.com/2019/06/da-morire-1995-non-sei-nessuno-in.html

 

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