Officina Pasolini al MAMBO

L’universo Pasoliniano in mostra a Bologna: DAGLI ANNI DI FORMAZIONE A SALÒ E PETROLIO, DAI MITI ARCAICI ALL’ATTACCO ALLA MODERNITÀ. 

Documenti personali, disegni, dipinti, costumi, fotografie, video:  la vicenda biografica e le opere di un artista che ha varcato i confini della letteratura, della pittura, della fotografia, del cinema. 

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Officina Pasolini: una mostra dedicata all’universo poetico, estetico e culturale di Pier Paolo Pasolini e che assume la forma del suo stesso metodo, come una sequenza di appunti, montaggi di scene, concatenazioni di frammenti. Un’indagine che, in un ricco itinerario suddiviso in 9 aree tematiche, attraversa i nuclei più significativi del suo mondo, li legge, li esamina e li collega, raccogliendo motivi che ritornano: 

dalla formazione bolognese negli anni di Roberto Longhi, ai Miti che ne hanno caratterizzato l’opera (quello della Madre, figura centrale della sua ispirazione; Cristo, riferimento con il quale Pasolini instaura una sorta di complesso processo di identificazione; la Tragedia classica, archetipo ritrovato nel suo cinema e nel suo teatro; i Popoli perduti, da quelli del mondo contadino del Friuli ai ragazzi di vita delle borgate romane, fino alle popolazione arcaiche dei mondi lontani e del Medio Oriente in particolare); dalla trasfigurazione delle icone- Marilyn Monroe della Rabbia o Totò di Uccellacci e uccellini–  e l’attacco contro l’omologazione (che sono al centro della sezione Pasolini e il suo tempo) alla critica della modernità, fino alle due ultime opere- il film, uscito postumo, Salò o le 120 giornate di Sodoma, e il romanzo incompiuto Petrolio, passando attraverso i tre Gironi (delle Visioni, della Borghesia e della Televisione) che si addentrano nella visione “infernale” dello “sviluppo senza progresso” del mondo contemporaneo. 

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Hélène Surgère e Pier Paolo Pasolini durante le riprese di "Salo' o le 120 giornate di Sodoma",1975 © Deborah Beer/Cinemazero
Il_fiore_delle_Mille_e_una_notte_04_foto_Roberto_VillaSet del film “Il fiore delle Mille e una notte”, 1974 © Roberto Villa/Cineteca di Bologna
Il_Vangelo_secondo_Matteo_col_03_foto_Angelo_NoviEnrique Irazoqui e Pier Paolo Pasolini sul set del film “Il Vangelo secondo Matteo”, 1964 © Angelo Novi/Cineteca di Bologna

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E proprio il Girone della Televisione accompagna alla fine del percorso, con la testimonianza della morte stessa di Pasolini, attraverso i telegiornali del 2 novembre 1975:  40 anni nel corso dei quali la sua memoria  è stata custodita e bistrattata, letta e riletta da infinite diverse prospettive.  

Ed è per questo che verso l’uscita troveremo anche una lunga carrellata di autori, artisti, intellettuali che dalla sua immensa e potente eredità non hanno potuto prescindere. 

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OFFICINA Pasolini, MAMbo. Veduta della mostra. Foto Lorenzo Burlando

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OFFICINA Pasolini. Per il 40° anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini
MAMbo|Museo d’Arte Moderna di Bologna
via Don Minzoni 14
Bologna
Fino al  28 marzo 2016
Mostra a cura di Marco Antonio Bazzocchi, Roberto Chiesi e Gian Luca Farinelli, in collaborazione con Rosaria Gioia e Antonio Bigini. Progetto d’illuminazione di Luca Bigazzi.
Promossa e realizzata dalla Cineteca di Bologna. In collaborazione con Istituzione Bologna Musei | MAMbo. Nell’ambito di Più moderno di ogni moderno. Pasolini a Bologna
Foto di copertina: Giuseppe Gentile, Maria Callas e Pier Paolo Pasolini sul set di Medea,1969.© Mario Tursi/AFE