Orfeo ed Euridice secondo Gucci

Narra la mitologia classica la storia struggente di Orfeo ed Euridice, icona dell’amore eterno e inconsolabile, ma anche racconto stratificato e denso di significati simbolici evidenti e più nascosti e oscuri.

La giovane sposa morì prematuramente morsa al tallone da un serpente velenoso mentre vagava nei prati, in una delle versioni del mito perché inseguita da Aristeo, che voleva amarla a forza. Dopo essersi disperato in terra, colui che è considerato il più grande poeta e musico di tutti i tempi, tanto che con il suo dolce canto riusciva ad ammansire le bestie feroci, a placare uomini terribili e a piegare gli alberi, superando addirittura le Sirene in soavità, non si rassegnò e osò scendere nell’Aldilà, presentandosi davanti a Persefone e ad Ade a cantare il suo dolore, accompagnato dalle corde della sua mitica lira. Chiese di riavere la sua amata con sé, commuovendo il Regno delle Ombre. <<La ragione del mio viaggio è mia moglie (…) Avrei voluto poter sopportare e non posso dire di non aver tentato. Ma Amore ha vinto! È questo un dio ben noto lassù sulla terra, se anche qui non so, ma spero di sì*>>. Il Re e la Regina degli Inferi non poterono opporsi a tanto sincero sentimento e concessero la grazia, richiamando Euridice alla vita, ma solo a condizione che Orfeo non dovesse mai voltarsi a guardarla per tutto il tragitto del suo ritorno nel mondo. MA

<<Si avviarono attraverso muti silenzi per un sentiero in salita, ripido, buio, immerso in una fitta e fosca nebbia. E ormai non erano lontani dalla superficie, quando, nel timore che lei riscomparisse e, bramoso di rivederla, egli pieno di amore si voltò. E subito essa riscivolò indietro, e tendendo le braccia cercò convulsamente di aggrapparsi a lui e di essere riafferrata, ma null’altro strinse, infelice, che l’aria sfuggente. E già di nuovo morendo, non ebbe parole di rimprovero per il marito (e di che cosa avrebbe dovuto lamentarsi, se non di essere amata?) e gli disse per l’ultima volta addio, un addio che a stento giunse alle sue orecchie e rifluì di nuovo nell’abisso>>

1-ÔÇÿOrfeo ed EuridiceÔÇÖ di Jean-Baptiste-Camille Corot (1871) Museum of Fine Arts, HoustonOrfeo ed Euridice di Jean-Baptiste-Camille Corot (1871). Museum of Fine Arts, Houston
“Il mito di Orfeo ed Euridice” è oggi anche un fashion movie in quattro episodi girati a New York dalla giovane e talentuosa regista Gia Coppola, il cui nome è tutto un programma, in quanto il nonno è il mitico Francis Ford e sua zia è la glamour Sofia Coppola, che abbiamo appena visto impegnata nella sua ultima fatica, ossia La Traviata” in collaborazione con VALENTINO. Gia ha esordito alla regia nel 2013 con il film Palo Alto”interpretato da – e tratto da una sua raccolta di racconti – James Franco, presentato nella sezione Orizzonti alla 70ª Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia e successivamente al Toronto International Film Festival.
Questo nuovo progetto, molto molto cool, è frutto di una collaborazione speciale con il mondo onirico e suggestivo di Alessandro Michele (sempre più al TOP della sua carriera… ha appena vinto il CFDA International Award 2016, ossia l’OSCAR della Moda, in poche parole) e con il prestigioso studio “23 Stories x Condé Nast”, che si propone di rileggere con uno sguardo contemporaneo e seducente, ma anche con un tocco fiabesco, un amore senza tempo, pretesto e spunto per presentare la straordinaria Pre Fall 2016 di Gucci.
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Vi siete mai chiesti come potrebbero svolgersi le più grandi storie di tutti i tempi se accadessero oggi, ai nostri giorni e nei nostri luoghi? Io sì! Allora provate a immaginare i volti e i gesti della trama che preferite nei posti, strade e locali della città del vostro cuore, del vostro mondo. In fondo Michele ha affermato in più di un’occasione:

“La mia idea di chi siano l’uomo e la donna Gucci la vedo nel passato e penso che sia qualcosa che vada riportato in vita. La loro identità si trova per le strade, è lì che oggi accade tutto”

La delicata ninfa Euridice assume così i tratti della cantante e modella francese Lou Doillon, bellezza enigmatica e un po’ vintage nostalgica (perfetta per il mood Gucci), figlia del regista Jacques Doillon, dell’attrice Jane Birkin. Nel Capitolo 1. “The Wedding /Il Matrimonio” indossa un abito da sera rosa preziosissimo e sfizioso, ricamato con disegno di serpenti, che assume sì la valenza di un presagio ai fini della storia, ma è anche uno dei grandi temi della collezione, che mixa ad una quantità esorbitante di suggestioni ed ispirazioni, spaziando dal Rinascimento in poi, colori, ricami e stampe rigogliose di flora e fauna, specialmente di gusto orientale/cinese e motivi tropical, tra esotismo, romanticismo, senza dimenticare un’anima retrò e hippie-bohémien.
Un viaggio senza fine in un mondo incantato tra tigri, serpenti, farfalle, fenicotteri, stelle, piume leziose e paillettes, inserti in pizzo e pelliccia, sete pregiate, lane old style e tessuti sofisticati, con uno stile immaginifico, subito diventato inconfondibile, che ama molto il decorativismo e può essere pop e ricercatissimo, ma anche un po’ nerd chic nello stesso tempo.
Per rendere l’idea di una sposa perfetta infine il geniale Direttore Creativo abbina al look un velo di tulle trasparente, ricamato, con strascico ad ali di farfalla.
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gucci-orfeo-2-2016Sorprendente la mantella rossa ricamata che indossa l’attrice Laura Love nel Capitolo 2. “The Bliss” (e nel Cap.3). Da notare la camicia con il fiocco, o pussy-bow, di ispirazione Seventies, altro capo cult di Michele.
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Un’altra eccellente collaborazione al progetto è quella della stimatissima costumista nominata all’Oscar, Arianne Phillips (celebre anche per la ventennale partnership con Madonna), che ha valorizzato al massimo la scelta dei capi, grazie al suo esperto occhio cinematografico: nel Capitolo 3. “The Descen”, Euridice va incontro al suo destino infelice con un abito bianco in pizzo, stivali Dionysus con applicazioni di paillettes e borsa GG Marmont con cuori in pelle rossa, già diventata un must have del brand.
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Non poteva mancare un’attenzione particolare al mondo della musica,

un importante fil-rouge che esplode nel Capitolo 4: “The Petition of Hades/Gli inferi”, con la partecipazione di speciale di Dev Hynes, frontman dei Blood Orange, grazie al quale Orfeo tenterà di ammaliare Ade in un moderno oltretomba sotterraneo, club underground buio e fumoso ma too cool. Si torna alla luce in denim ma sempre sfavillanti e dorate. Lussuose ma street, nella piena armonia degli opposti.

Devi avere fiducia, non voltarti indietro adesso. Devi farlo quando sarà il momento giusto.

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Gucci Stories: The Myth of Orpheus and Eurydice

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Credits:

Directed by Gia Coppola Cinematography by Jason McCormick Original Music by Devonté Hynes ; Additional Music by Ben Morsberger, Gabriels Starring: Lou Doillon, Marcel Castenmiller, Laura Love, Rocco Di Gregorio Styling by Arianne Phillips Makeup by Lottie; Hair by Teddy Charles Creative Director: Jack Becht Story by Dirk Standen, Hamish Anderson Produced by Benjamin Gilovitz, Sasha Smyslova, Heather Semler

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*I brani del mito greco di Orfeo ed Euridice sono tratti da Metamorfosi, Publio Ovidio Nasone, Edizioni Einaudi, a cura di Piero Bernardini Marzolla, pag.387-389.

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