The Factory Photographs di David Lynch

124 fotografie, 3 cortometraggi e una installazione sonora: in anteprima nazionale al Mast di Bologna “The Factory Photographs” di David Lynch, mostra che raccoglie opere a tema  industriale del grande regista di culto, a testimonianza della sua fascinazione per le fabbriche, viste come monumenti decadenti con una passione quasi ossessiva per comignoli, ciminiere e macchinari, per l’oscurità e il mistero, come è tipico del suo mondo.

01_PressImage l David Lynch, Untitled (Lodz), 2000_1David Lynch Untitled (2000) © Collection of the artist

Tutto in un evocativo bianco e nero:

“Non saprei cosa fare del colore. Il colore per me vincola troppo alla realtà. E’ limitante. Non concede spazio al sogno. Più aggiungi nero ad un colore, più questo diventa surreale…Il nero ha profondità. E’ come un piccolo anfratto: lo imbocchi ed è buio e continua ad esserlo anche avanti. Ma è proprio per questo che la nostra capacità percettiva si fa più acuta e a poco a poco gran parte di ciò che accade lì dentro si fa manifesto. E cominci a vedere ciò che ti spaventa. Cominci a vedere  ciò che ami. Ed è come sognare*”

Le fotografie esposte vanno dal 1980 al 2000 e sono state scattate a Berlino, in Polonia, in Inghilterra, a New York City, nel New Jersey e a Los Angeles, confermando il suo interesse per  il paesaggio  industriale, che diventa una scenografia carica di oscurità e mistero. L’inconfondibile cifra di Lynch si svela in modo suggestivo nei soggetti scelti, nelle atmosfere, nelle nuance di colore di mondi arcani e surreali, nelle sequenze oniriche che evocano la visionarietà enigmatica dei suoi film.

04_PressImage l David Lynch, Untitled (Lodz), 2000_1David Lynch Untitled (2000) © Collection of the artist

I tre cortometraggi Industrial Soundscape, Bug Crawls, Intervalometer: Steps, poco noti al grande pubblico, verranno proiettati a ciclo continuo all’interno del percorso espositivo.

Lynch (Missoula- Montana, 1946)  è una vera e propria icona del cinema internazionale e un artista poliedrico: regista, sceneggiatore, pittore, musicista, fotografo, designer. Il suo cinema è profondamente influenzato da tutte queste arti, che si uniscono sempre in una coerenza di fondo, in una cifra distintiva che lo rende riconoscibile e unico.

Nasce come pittore, ma già da studente nel 1966 alla Pennsylvania Academy of Fine Arts di Philadelphia realizza il suo primo cortometraggio per un concorso di fine anno accademico…

“Dipingerò un quadro in movimento… Tutto ebbe inizio da qui. In seguito, continuai semplicemente a trovarmi la strada spianata. Fu così che, un passettino alla volta (o meglio, un passo da gigante dopo l’altro) mi innamorai di questo mezzo espressivo*”

Si trasferisce in seguito a Los Angeles dove in cinque anni termina le riprese di Eraserhead – La mente che cancella (1977), suo primo lungometraggio che diventa in breve un cult movie. Da questo momento inizia il mito.

Visionario, inquietante, surreale, onirico, il regista di indiscussi capolavori come The Elephant Man, Velluto Blu, Cuore Selvaggio, Strade Perdute, Mulholland Drive e della serie televisiva cult degli anni Novanta I segreti di Twin Peaks, continua a smuovere il nostro inconscio e gli abissi delle nostra anima, suggerendoci emozioni a volte contrastanti ma sempre molto forti e intense, profondamente radicate: queste fotografie sembrano davvero rovine di un mondo che va scomparendo, immagini di luoghi abbandonati e desolati- metallo, cemento, ferro, tubi, polvere, vetri rotti- che in certo senso ci turbano,  ma senza perdere una sorta di magia e di attrazione.

Come scrive infatti Urs Stahel, curatore della PhotoGallery del Mast:

“In questi scatti David Lynch trasforma il mondo fisico in un paesaggio metafisico, in un luogo della psiche. Sono molte le porte che attraversiamo insieme a lui, non ultima quella dell’inconscio”

MAST
Via Speranza 42
Bologna
17 Settembre /31 Dicembre 2014
Mostra a cura di Petra Giloy-Hirtz, in collaborazione con il MAST e la Photographers’ Gallery di Londra.
Ingresso gratuito
www.mast.org
Foto di copertina: Ritratto di David Lynch del fotografo Mark Berry.Courtesy of the artist

* David Lynch: The Factory Photographs di Petra Giloy-Hirtz, pubblicato da Prestel Verlag, Munich-London-New York, 2014, disponibile al Mast.
  * In acque profonde. Meditazione e Creatività. David Lynch. Piccola Biblioteca Oscar Mondadori.

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