THE FASHION EXPERIENCE: scopri la verità su quello che indossi

THE FASHION EXPERIENCE: scopri la verità su quello che indossi.

La moda è un mondo senza dubbio affascinante e seduttivo all’ennesima potenza, ma anch’essa ha dei lati oscuri o per meglio dire inquietanti: ne avevo già avuto la triste conferma dopo aver visto un documentario che consiglio a tutti per avere ben chiara la visione generale di quello che sta succedendo, ossia THE TRUE COST di Andrew Morgan prodotto da Livia Firth (attivista da sempre impegnata nel sociale, moglie del famoso Colin, ma soprattutto direttore creativo di Eco-Age e fondatrice della Green Carpet Challenge) veramente illuminante sul dietro le quinte della moda”fast fashion” (e non solo) svelando la realtà che noi non vediamo vedendo bene invece solo il prodotto finito e pronto all’uso e consumo.

Per noi consumatori felici e illusi da questa democratizzazione della moda, che però alla fine è democratica per chi veramente?E in nome di cosa? Dietro colorate t-shirt e adorabili dress che durano meno di una stagione ma che ci affrettiamo ad accaparrare negli store più in voga del momento ci sono diritti umani non rispettati, valori calpestati, risorse ambientali depredate e inquinate con conseguenze disastrose per la nostra salute tra l’altro.

Di tutto ciò dovremmo quanto meno essere pienamente consapevoli. E proprio in questi giorni ne abbiamo l’occasione giusta.

Fino al 30 giugno 2019, dalle 10.00 alle 22.00, in Piazza XXIV Maggio a Milano troviamo l’installazione a ingresso gratuito The Fashion experience, per comprendere, attraverso un’esperienza interattiva multimediale, ciò che si nasconde dietro ai capi che indossiamo e compriamo in quantità ormai esorbitanti: grazie ad un bel gruppo di  volontari della ONG ManiTese, il pubblico sarà guidato all’interno di un percorso articolato in tre differenti ambienti alla scoperta del mondo nascosto che spesso si cela dietro a un nostro paio di jeans o a una nostra maglietta, con l’obiettivo di far comprendere intanto le conseguenze sociali e ambientali che si celano dietro la filiera produttiva del tessile e poi importantissimo, con l’intento di far conoscere i rischi del business as usual, promuovendo nuovi modelli d’impresa in grado di assicurare il rispetto dei diritti umani e dell’ambiente e mettendo in luce gli aspetti più oscuri del così detto fast fashion.

L’iniziativa è co-organizzata con il Comune di Milano e rientra nell’ambito del progetto “New Business 4 Good” cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

All’inaugurazione delle tre dome- contenenti il percorso etico ma anche di grande impatto emozionale- Cristina Tajani, Ass. alle politiche del lavoro, commercio, moda e design del Comune di Milano ha così commentato

“Il tema della sostenibilità e dell’economia circolare è sempre più centrale nel settore della moda, sia per una maggiore attenzione dei produttori che per una accresciuta consapevolezza da parte dei consumatori. Milano, capitale della moda, conferma la sua vocazione di città dell’innovazione sostenibile promuovendo un’imprenditorialità rispettosa dell’ambiente e dei diritti attraverso una serie di iniziative virtuose come THE FASHION EXPERIENCE. Si tratta di un’installazione aperta a tutti e a tutte, innovativa sia nei contenuti che nelle modalità di fruizione, che si inserisce in un progetto di promozione di modelli di business sostenibile di cui il Comune è partner, e che abbiamo ospitato con grande entusiasmo”

Un solo esempio: per produrre un paio di jeans, che tanto amiamo perché comodi, ormai economici e comunque stilosi, vengono emessi 33,4 Kg di CO2, vengono impiegati 3.800 litri d’acqua e donne e bambini sono costretti a lavorare fino a 12 ore al giorno per meno di 200 dollari al mese.

E’giunto il momento di diventare dei consumatori consapevoli e responsabili di slow fashion per una moda #madeinjustice”!

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