Un tuffo negli Anni ’50: moda, arte e ricordi

Un breve viaggio negli Anni ’50: qualche considerazione sul revival contemporaneo di questo affascinante decennio, tra ricordi personali, spettacoli, moda e un’incantevole mostra a Bologna.

Come ogni mattina, anche all’inizio di questa – pare! – promettente giornata di sole, di cui sentiamo immensamente il bisogno, mi cimento, come primo e urgente compito, che ha pari importanza di un immediato caldo, ma per carità non bollente, caffè lungo-lunghissimo, nel passare in rassegna le notizie e i focus sui quali si concentra l’attenzione odierna della stampa e del pubblico dei lettori.

Su IoDonna.it che è una delle testate che seguo sempre e comunque, sia nella versione cartacea, ancora più bella da sfogliare che web, ha attirato la mia attenzione questo post: Ritorna Grease ed è subito revival anni ’50, sul debutto del musical Grease 2015 prodotto da Compagnia della Rancia al Teatro della Luna di Milano il 28 marzo 2015 (per le altre date guardate qui: www.facebook.com/greaseilmusical), che scatenerà probabilmente un’ondata Fiftiesmania... 

musical grease

Gli anni Cinquanta sono sulla cresta dell’onda già da qualche stagione: nella moda stravincono, forse perché molti di quei dettagli stilistici super glamour, come le gonne a vita alta midi che segnano la silhouette femminile in maniera sinuosa, sia ampie a fiore, sia dritte e aderenti, secondo un’evoluzione stilistica a cui ha dato il via il Maestro Dior con il leggendario New Look, donano un’allure speciale e ti rendono seducente senza essere “sfacciata”, aggressiva; forse perché molte caratteristiche sono compatibili con lo stile hipster, che al momento è il più cool, il quale per origine (è nato negli anni quaranta in USA per descrivere gli appassionati di jazz e in particolare di bebop) e per rivisitazione, con la sua impronta retrò e vintage, in alcuni casi un pò rockabilly, ne trae, in alcuni casi più in altri meno, una certa ispirazione.

Audrey Hepburn e Gregory Peck nel film Vacanze romane (1953)
New Look-tailleur Bar-Christian Dior + Audrey Hepburn e Gregory Peck nel film Vacanze romane (1953)

New Look-tailleur Bar-Christian Dior

Infine e non solo nella moda, forse perché in situazioni particolarmente critiche –per così dire– vissute a livello profondo dalla società, tendiamo a recuperare i momenti di rinascita e di slancio, con la voglia e la speranza di incrementare lo stesso ottimismo e la stessa fiducia nel futuro.

Detto questo, vi conelvis-pelvisfesso che anche io sono un’estimatrice dell’atmosfera di quegli anni, non solo per la moda (momento TOP) ma anche per altri due motivi personali importantissimi.

1. Ricordi di infanzia: si tratta di una bambina secca secca e pallida -spesso si sentiva un pesce fuor d’acqua e passava il tempo fantasticando, sempre con la testa fra le nuvole e qualche volta su Pianeti Lontani – che aveva una delle sue amiche del cuore con ben tre fratelli più grandi al seguito, i quali erano strafissati, come solo gli adolescenti sanno essere, con Grease (ed anche con “Elvis the Pelvis, ma questa è un’altra storia).

Quando le due non erano impegnate a esplorare mondi sconosciuti e surreali, creare pozioni magiche, costruire inguardabili e mal tollerate casette nei giardini dei vicini, lanciarsi dai muretti come fossero di gomma (e forse lo erano davvero), si piazzavano davanti alla TV con telecomando del videoregistratore – ma che parola obsoleta! – alla mano, a guardare e riguardare e rimirare e imparare a memoria – con tanto di canto e ballo alla faccia di tutti i Talent Show che son venuti dopo – le mitiche scene del film e ovviamente, chi non voleva essere Sandy???

Sì, gli anni Cinquanta hanno plasmato la mia infanzia, anche grazie ai preziosi ricordi dei nonni, meravigliosamente mescolati ai tempi che realmente stavamo vivendo.

2. Un’amica speciale di oggi: con lei ho toccato con mano, posso dirlo, soprattutto le riviste che le ho illecitamente sottratto, ma che rimanga tra noi, i memorabili Fifties e ne ho percepito più intensamente lo spirito, grazie alla passione che la anima ogni giorno di più e che non può fare a meno di trasmettere.

Di lei vi ho già parlato ampiamente qui e, approfittando del suo passato romano di indossatrice in case di alta moda e showroom in Piazza di Spagna, uno dei luoghi mitici della Dolce Vita, uno splendido team targato FashionBeginners l’ha anche ritratta qui.

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Per questo sono molto molto molto – e ancora di più!  fiera della sua seconda personale a Bologna City presso Gio Studio con inaugurazione sabato prossimo 14 marzo alle ore 19.30, segnate in agenda, mi raccomando!

I “Collage Vintage” di Maria Grazia Preda distillano l’immaginario di un decennio rimasto negli annali come un periodo di estremo ottimismo e rinascita, riassemblandolo in chiave contemporanea attraverso lo strumento dell’ironia.

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Gli anni Cinquanta, sotto forma di riviste originali d’epoca pubblicate principalmente in Italia (tra le quali Anna Bella, Grazia, La Donna, Gioia), sono infatti il serbatoio da cui attinge: immagini, loghi, parole stampate diventano gli elementi minimi che, ricombinati e incollati a mano su carte pregiate, danno vita ad eleganti pezzi unici, caratterizzati da una rara freschezza di gusto contemporaneo, che non dimentica tuttavia il sapore del tempo senza abbandonarsi ad alcuna sterile nostalgia.

Anche perché lei è una tipa tosta, che guarda avanti, vivendo hic et nunc ma con intelligenza, perché il passato, le origini e il nostro racconto, si trasformano in quello che siamo oggi, in una continua metamorfosi.

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In definitiva una vera e propria incursione nella storia del costume, della moda e della pubblicità, da cui la Preda dipana tre diverse macro-tematiche: il mondo del food and drink, in cui si legge in filigrana la passione per il lavoro di Armando Testa, l’ambito dei motori, di cui è protagonista indiscussa la Vespa e infine la donna, filtrata attraverso lo sguardo delle riviste di moda del tempo, che sarà la protagonista assoluta dell’esposizione.

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L’ironia è donna. Viaggio nell’immagine femminile degli anni cinquanta: le fanciulle di questi deliziosi collage vestono con eleganza e armonia le creazioni degli anni d’oro della moda francese e italiana. All’allure classica delle immagini fa però da contrappunto l’elemento testuale, anch’esso recuperato tout court dalle riviste d’epoca, ma assemblato in associazioni inedite grazie alla creatività di Maria Grazia.

Senza dubbio la sensibilità moderna vi scorge un certo candore, ma è proprio in questo spazio interstiziale tra presente e passato che agisce l’ironia, restituendo un’immagine di donna che appare essere una sintesi tra due epoche: classicamente femminile, ma anche ironica e indipendente.

E voi, cosa ne pensate degli anni Cinquanta? Vi affascinano, fanno parte della vostra storia, vi incuriosiscono o invece per qualche motivo non vi ispirano? 

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L’ironia è donna. Viaggio nell’immagine femminile degli Anni Cinquanta
Personale Maria Grazia Preda
Gio Studio
via Massei 1
Bologna
Vernissage sabato 14 Marzo 2015, dalle ore 19.30
Mostra 14 Marzo – 31 Aprile 2015

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