Giuseppe De Nittis: Il salotto della principessa Mathilde, 1883. Olio su tela. Barletta, Pinacoteca Giuseppe De Nittis

Un tuffo nella Belle Époque con De Nittis: l’eleganza della modernità

Un tuffo nella Belle Époque con De Nittis: l’eleganza della modernità.

Appena inaugurata a Palazzo Diamanti (Ferrara), una meravigliosa mostra dedicata a Giuseppe De Nittis (1846-1884), figura di spicco, insieme a Boldini, della scena parigina di fine Ottocento:

si rilegge la parabola creativa del pittore da una prospettiva che evidenzia la carica innovativa della sua arte e il suo modo, per certi versi inedito, di guardare la realtà e tradurla con immediatezza sulla tela per mezzo di inquadrature audaci, tagli improvvisi, prospettive sorprendenti, affiancate a una sapiente resa della luce e delle atmosfere.

Che si tratti di paesaggi assolati del sud Italia, di ritratti o delle affollate piazze di Londra e Parigi, De Nittis ha lasciato una serie di istantanee che rappresentano il mondo nel suo apparire fugace e transitorio, partecipando attivamente a quel “nuovo sguardo” che apre la strada alla modernità.

Giuseppe De Nittis: Nel grano, 1873. Olio su tela. Collezione privata

Noto soprattutto per le composizioni eleganti e alla moda che ne determinarono il successo a Parigi, De Nittis ha abbracciato quella sorta di “rivoluzione dello sguardo” che risente anche di quel fondamentale scambio con il nuovo mezzo fotografico che nel secondo Ottocento stimolò gli artisti a trovare nuove formule espressive.

Per farlo, l’universo creativo di De Nittis è posto in dialogo con una straordinaria selezione di fotografie d’epoca firmate dai più importanti autori del tempo quali Marville, Le Gray, Coburn, Stieglitz e Steichen, e con le prime immagini in movimento dei Fratelli Lumière, secondo un percorso che mette in evidenza il contributo dell’artista alla comune creazione del linguaggio visivo della modernità.

Giuseppe De Nittis: Flirt, Hyde Park (Accanto alla pista), 1874. Olio su tela, cm 33 x 43. Collezione privata, courtesy Enrico Gallerie d’Arte

«Abile nel cogliere tutti gli aspetti e a fotografare tutti i particolari, il pittore del sole divenne di colpo il pittore della nebbia e delle atmosfere umide»

Così il critico Paul Mantz sottolineava la versatilità ma soprattutto il talento del barlettano nel restituire il genius loci dei luoghi elettivi della sua pittura: Londra e Parigi.

Le trasformazioni urbanistiche che stavano mutando la fisionomia di Londra e soprattutto di Parigi si accompagnano ai cambiamenti nelle abitudini della società moderna, in particolare quella più abbiente, investita dall’ebbrezza di una nuova cultura del consumo e del divertimento che si svolge anche all’aperto, divenendo soggetto d’interesse per la pittura anche in virtù della crescente richiesta del mercato dell’arte.

Giuseppe De Nittis: Signora sul divano rosso, 1876. Olio su tela. Collezione privata

La fruttuosa vendita nel 1874 di un dipinto che ritrae alcune signore alla moda a passeggio con i loro cagnolini sull’avenue du Bois de Boulogne incoraggiò De Nittis a specializzarsi in opere che raffigurano gli svaghi nei luoghi di ritrovo eleganti, con inquadrature ravvicinate che ponevano lo spettatore dentro la scena.

Con Al Bois o Flirtation in cui i protagonisti ammirano lo sfilare delle carrozze e dei cavalieri, o ancora il luminosissimo Tra le spighe del grano, De Nittis propone al pubblico i soggetti reali e quotidiani affrontati da pittori come Manet, Degas, Renoir con un trattamento più affine al gusto del Salon, ovvero bilanciando la contemporaneità del soggetto con uno stile particolareggiato, capace di meravigliare.

Giuseppe De Nittis: Al Bois, 1873. Olio su tela. Courtesy Archivi Boldini-De Nittis-Zandomeneghi

Senza dimenticare però il suo paese natale, tornando più volte in Italia e trascorrendovi periodi più o meno lunghi per catturare “la prepotente luce del sud” dando vita a quadri che restituiscono tutta la sensazione dell’atmosfera estiva.

Prende vita così un percorso avvincente scandito da quasi 150 opere provenienti da importanti collezioni pubbliche e private d’Italia e d’Europa, volto a mettere in evidenza il contributo dell’artista alla comune creazione del linguaggio visivo della modernità.

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Organizzatori: Fondazione Ferrara Arte e Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea in collaborazione con Comune di Barletta.

A cura di Maria Luisa Pacelli, Barbara Guidi e Hélène Pinet.

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De Nittis e la rivoluzione dello sguardo
1 dicembre 2019 – 13 aprile 2020

Palazzo dei Diamanti
Ferrara

Aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00
⇒ Aperto anche 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio, Pasqua e Lunedì dell’Angelo
www.palazzodiamanti.it
tel. 0532 244949 – diamanti@comune.fe.it

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