Victoria Beckham SS 2017 #NYFW

Victoria Beckham Spring/Summer 2017 #NYFW: ispirata alla scultura Yoko XI di Don Brown, una collezione easy chic all’insegna della comodità e della libertà di essere te stessa. Così come sembra esserlo Victoria in questo momento della sua vita.

Comprendo perfettamente il bisogno di “scrollarsi di dosso” un giudizio, una definizione, un’etichetta oppure un soprannome. La Victoria di oggi – come è nella naturale evoluzione delle cose delle vita (e come dovrebbe sempre essere! Anche se a volte incontriamo qualcuno che sembra essere rimasto pietrificato nella sua immutabilità, nel bene e nel male)- trasmette un’idea di maturità, serenità e -almeno apparente-equilibrio interiore davvero invidiabile.

E anche se non la conosco personalmente J, non credo che se le prenda più di tanto a essere chiamata ancora l’ex Spice Girls o l’ex Posh Spice (profeticamente chiamata così già in tempi non sospetti per la sua attenzione ai trends del momento e per la sua passione per la moda) come tutte quelle persone che hanno fatto pace con le vecchie se stesse. O almeno non credo sia un problema, se quando scriviamo di lei, capita di nominarla così. In fondo tutto quello che siamo stati fa parte di noi e serve a renderci quello che siamo oggi: dal 2009, anno di svolta in cui si è concentrata sulla carriera di fashion designer, Victoria sembra aver raggiunto pian piano come una sorta di fase di stabilità, di sicurezza, una fase quasi idilliaca della sua vita.

Solo qualche giorno fa, i media hanno commentato con curiosità un bel pezzo uscito sul nuovo Vogue UK di ottobre – la vediamo di seguito in cover – in cui una Vic molto centrata scrive una lettera all’ex se stessa 18enne, dal titolo What I wish I’d know (Che cosa avrei voluto sapere). La voce è quella di una donna quarantenne molto determinata e consapevole, madre di una numerosa e unitissima famiglia, moglie di uno dei sex symbol  della nostra epoca, donna in carriera che comunque ha affrontato difficoltà, crisi coniugali e problemi di vario genere che capitano a chiunque nella vita, che si rivolge con tenerezza all’adolescente fragile e insicura di un tempo.

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Scusate il preambolo, ma credo che Victoria sia un personaggio che attiri sempre attenzione su di sé-per la sua vita privata, per il suo passato da teen idol, volto celeberrimo di una delle più amate girl band anni 90-e che in fondo questa sua forma di crescita personale si rispecchi moltissimo anche nel suo lavoro, che sembra procedere parallelo, in cui arte e vita vanno di pari passo. Ecco, secondo me questa collezione è un riflesso della sua interiorità di oggi. Nei tagli, nei tessuti, nelle nuances, nelle forme, nel movimento.

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L’ispirazione della collezione Spring Summer 2017, presentata domenica 11 settembre a Wall Street durante la #NYFW  -e anticipata da un minuto di silenzio in ricordo dell’attacco alle Torri Gemelle- nasce dalla candida scultura in acrilico Yoko XI, la quale rappresenta una donna assopita su una sedia e fa parte di una serie di opere, in pose e vestiti diversi o nude, dalle forme sottili ed eleganti che in alcuni casi ricordano quelle di una ballerina, realizzate dall’artista britannico Don Brown, a partire dal 1999 e dedicata a sua moglie, sua Modella e Musa.

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<<Yoko is not represented as a pompously elevated individual but more as a universal everywoman>>:

documentandomi su questi lavori, ho trovato sul sito della Tate questa dichiarazione di Brown che mi è sembrata incredibilmente adatta per la collezione pensata da Victoria. Al di là delle polemiche suscitate dalla ormai consueta magrezza delle modelle e dal fatto che alcuni capi chiaramente non sono così semplici da indossare per chi è felicemente dotata di splendide forme, trovo molti pezzi validi e comodi, anzi dotati di quell’easy chic che la designer è andata faticosamente conquistandosi negli anni e totalmente privi di pomposità ma pieni di una raffinatezza pacata.

Infatti al di là dei difficili ma stupendi cut out e del reggiseno a vista, che probabilmente necessitano di un certo physique du rôle, ci sono molteplici forme e volumi interessanti e versatili, dalla camicia ampia o dalla particolare scollatura asimmetrica, al pantalone over e leggero, morbidissimo di suggestione orientale, alla maniche kimono, alla gonna plissettata, che da qualche stagione è un must have del nostro armadio, alla lunghezze tendenzialmente midi.

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I dress possono essere giusti per ogni occasione, dal cocktail alla sera, quelli bianchi e quasi impalpabili li consigliere tranquillamente anche per la mattina ad esempio. La palette colori è essenziale ed elegante, senza clamori, ma composta ed equilibrata in un mix estivo di fresco e caldo: molto bianco puro e blu navy con pennellate di menta e sfumature di marrone e rosso che si accendono in un arancio fiammeggiante.

Il tutto rallegrato da righe optical e una sofisticatissima stampa floreale. Tessuti agili e leggeri, che conferiscono libertà al movimento, ma sempre con grande classe: dal raso, cotone e chiffon al sorprendente velluto. Maxi bag a mano e stivale piatto in versione light per volare con charme verso un’estate che sa di conquista, prima di tutto di te stessa.victoria-beckham-4

38Il figlio maggiore Brooklyn - molto seguito sui social e fotografo in erba - scherza con una modella nel backstage della sfilata. 

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