Eternal Impermanence by Walter Chappell

Se non l’avete ancora fatto, avete tempo fino al 2 febbraio 2014 per visitare la retrospettiva dedicata a Walter Chappell, uno dei fotografi più controversi e importanti del XX secolo.

Nato nel 1925 nell’Oregon, studia archittettura, pianoforte e più tardi sviluppa la passione per la fotografia, quando nel 1942 incontra Minor White, con il quale avvia un rapporto creativo che durerà tutta la vita: sotto la sua guida studia tecniche di stampa, e in seguito collabora con la rivista Aperture, che propone una concezione di fotografia artistica, non commerciale o documentativa. Il suo lavoro si concentra sempre di più sulla figura del corpo umano, sulla sua corrispondenza con le forme della natura, sul nudo:

<<il corpo ha un forte potere evocativo, spesso in associazione alle forme del paesaggio e della vegetazione>>

Sono esposte 150 fotografie vintage, realizzate tra gli anni Cinquanta e Ottanta e la maquette originale di World of Flesh, libro mai pubblicato, perché considerato troppo esplicito nella sua celebrazione della vita e della natura.
Il suo pensiero muoveva da ricerche spirituali ed intimistiche e Chappell è stato sempre considerato il prototipo dell’artista hippie: ha viaggiato molto durante la sua vita, trasferendosi continuamente, fino alla scelta definitiva di risiedere nel New Mexico, ha rifiutato il lato commerciale dell’arte, ha vissuto in modo appartato e quasi primitivo.

In fotografia combina la sua visione della vita con una tecnica estremamente precisa, che culmina in ciò che lui stesso definì camera vision.

L’oggetto principale dei suoi interessi, nella vita come nell’arte, è stato il rapporto tra realtà e creazione, e quindi il desiderio di esprimerne l’essenza attraverso la fotografia.

Grazie a Fondazione Fotografia Modena, oltre allo splendido catalogo, è stata pubblicata per la prima volta “Walter Chappell 1925-1953. Intervista con Robin Chappell” (Skira Editore) in cui il figlio del grande artista ci restituisce ricordi personali del padre, memorie, racconti, ma offre anche uno spaccato su eventi cruciali per la storia americana, come la Grande Depressione, la Seconda Guerra Mondiale, i rapporti con Cuba, l’emergere della cultura on the road.

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Walter Chappell – Eternal Impermanence
Ex Ospedale Sant’Agostino
Fino al 2 febbraio 2014
Largo Porta Sant’Agostino 228
Modena
Info: www.fondazionefotografia.org/en/mostra/walter-chappell/