The Restoration Will di Mayumi Suzuki

La fotografa giapponese Mayumi Suzuki trasforma il dolore della perdita e l’amore per la sua famiglia in immagini emozionanti e quasi incantate, che rimangono nel cuore e colpiscono dritto lì, dove non è sempre facile arrivare. Ecco come l’arte e la passione possono salvare.

“The Restoration Will” è il titolo della mostra di Mayumi Suzuki che Spazio Labo ha deciso di produrre, curare e ospitare nella sua galleria di Strada Maggiore dal 9 marzo al 3 maggio 2018, ma è anche, e soprattutto, il titolo del primo libro della fotografa giapponese, pubblicato a fine 2017 da Ceiba Editions con il supporto di Photolux Festival e di Grafiche dell’Artiere, dopo aver vinto con il dummy dello stesso il Photoboox Award al Lucca Photolux Festival 2017. Lo stesso libro è stato finalista qualche mese dopo per Aperture Paris Photo First Photobook Award.

©Mayumi Suzuki

• Mayumi Suzuki è una fotografa giapponese che vive e lavoro a Tokyo ma è nata a Onagawa, prefettura di Miyagi, nella casa in cui la famiglia gestiva lo studio fotografico fondato dal nonno nel 1930: una passione ereditata di generazione in generazione, probabilmente con quella tipica maestria e cura un po’ speciale che si trasmette magicamente di padre in figlio, quando un’arte, un lavoro, un sapere è di origine familiare e porta con sé tutto un immaginario affettivo che accompagna con dolcezza la professionalità.

©Mayumi Suzuki

La genesi di The Restoration Will  è fatta di tutto questo ma anche inevitabilmente di dolore e di ricostruzione di sé e del proprio posto nel mondo: il progetto di Mayumi inizia in seguito ad un episodio che ha investito tragicamente la sua vita e quella di moltissimi connazionali ossia lo tsunami più potente mai misurato nel paese, che si è generato in seguito al terremoto avvenuto al largo della costa della regione di Tōhoku, nel Giappone settentrionale, l’11 marzo 2011. Questo giorno ha cambiato per sempre la sua vita.

©Mayumi Suzuki

La sua città natale, Onagawa, è stata distrutta e così anche la casa dei suoi genitori, che era allo stesso tempo la sede dello studio fotografico di famiglia e un luogo quasi magico in cui Mayumi è cresciuta e grazie a cui ha deciso in età adulta di intraprendere gli studi presso il dipartimento di fotografia del College of Art della Nihon University di Tokyo e diventare quindi una fotografa professionista. Entrambi i genitori di Mayumi sono risultati tra le migliaia di dispersi della piccola città di pescatori e di loro non si è più avuta traccia. Qualche settimana dopo il disastro, Mayumi è tornata a Onagawa e al posto della casa-studio in cui è cresciuta ha trovato solo macerie: la camera oscura dello studio era ancora in qualche modo fruibile, e camminando tra i resti della stanza Mayumi ha anche trovato la macchina fotografica del padre, alcuni suoi obiettivi, un suo portfolio e un album di famiglia, il tutto ricoperto da fango, sabbia e acqua marina.

©Mayumi Suzuki

Da quel momento decide di iniziare un progetto artistico come tributo alla famiglia e a tutti gli abitanti della città colpita e per dare un’opportunità ai defunti di parlare un’ultima volta.

<<“The Restoration Will” diventa così un tentativo di preservare la storia della famiglia e i ricordi personali dell’autrice: la ricostruzione di una narrazione e una memoria familiari. Con questo progetto, Mayumi Suzuki vuole recuperare il ricordo di chi è sparito all’improvviso a seguito di un disastro dalle proporzioni incalcolabili, vuole ridare vita a voci e volti scomparsi in maniera inspiegabile. Partendo dalla necessità di confrontarsi con la perdita personale, Mayumi riesce però a realizzare un lavoro che parla a un pubblico più ampio, universale. Ricostruendo una nuova cartografia sentimentale che mescola luoghi, persone, sensazioni e persino suoni – quello del mare è costante lungo tutto il libro – “The Restoration Will” non è solo un lavoro realizzato per condividere la memoria di un evento traumatico, è qualcosa di più. Con un approccio delicato, quasi sussurrato, come una melodia in cui non ci sono crescendi rimarcati e l’ascoltatore viene portato in punta di piedi dall’inizio alla fine, il libro diventa un modo per riflettere su quelle operazioni di “restauro mentale” messe in atto da chiunque abbia avuto esperienza di avvenimenti dolorosi nel corso della propria vita.>> 

Laura De Marco, Fondatrice e direttrice di Spazio Labo’.

©Mayumi Suzuki

#mostradanonperdere!

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The Restoration Will di Mayumi Suzuki
Fino al 3 maggio 2018
Spazio Labo’ | Centro di fotografia
Strada Maggiore 29
Bologna
⇒ ORARI APERTURA MOSTRA: da lunedì a venerdì, ore 15.00-19.00
⇒ Ingresso libero