I would like to introduce you… Michele Riondino!!!

Ecco a voi il padrino della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2018.

Attesissimo sul palco della Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido per la cerimonia di inaugurazione il 29 agosto e poi alla guida della cerimonia di chiusura l’8 settembre – in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi ufficiali di #Venezia75 – è finalmente sbarcato in laguna come una vera Star che si rispetti il bel Michele Riondino nel fatidico ruolo di padrino o “madrino” che dir si voglia. Per il secondo anno, care girls, dopo il notevole Alessandro Borghi nel 2017 (primo padrino della storia della kermesse, che rimarrà negli annali) possiamo tranquillamene svenire photocall o scegliere di liberare l’eterna groupie adolescente che è in noi, a secondo dei più o meno sopiti bollenti spiriti.

Arrivals Michele Riondino © La Biennale di Venezia-foto Asac

Michele Riondino nasce a Taranto nel 1979 sotto il segno dei Pesci: si avvicina quindi in gran forma agli anta e mantiene un profilo che ci piace assai.  Attore impegnato che non disdegna ruoli tv amati dal grande pubblico (eh sì, è proprio lui il giovane Montalbano) poco mondano, riservato e fermamente intenzionato a rimanere se stesso. Come se non bastasse, dotato di una bellezza non banale: sorriso che abbaglia e sguardo intenso esaltato dal particolare taglio degli occhi, allure rock elegante. Uno stile che segna il suo arrivo al Festival: radioso ma equilibrato, outfit Dior Homme, classico bianco&nero, indossato con nonchalance, capello fluente (al quale mettiamo un bel like!) e ondoso.

Arrivals Michele Riondino © La Biennale di Venezia-foto Asac

Ma, ricominciamo dall’inizio… Il giovane Michele, come spesso accade a chi nasce in determinati luoghi e situazioni, ha voglia di evadere in quanto il quartiere operaio Paolo VI di Taranto gli va decisamente stretto: dentro ha un fuoco sacro che arde, quello dell’arte. Suona, scrive, recita, ma ha bisogno di qualcosa di più. Così si trasferisce a Roma per studiare all’ Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, diplomandosi nel 2000. La sua carriera inizia a teatro, dove lavora con grandissimi registi quali  Giuseppe Patroni Griffi, Marco Bellocchio, Emma Dante, Marco Baliani, senza tralasciare il suo impegno nella creazione di nuovi spettacoli teatrali attraverso la compagnia da lui stesso fondata, “Circo Bordeaux”. Il lancio decisivo nel mondo del cinema avviene nel 2007 interpretando l’ambiguo Francesco ne Il passato è una terra straniera”di Daniele Vicari al fianco di Elio Germano, film tratto dal romanzo di Gianrico Carofiglio: questo ruolo gli vale nel 2008 il premio come miglior attore al Festival del Cinema di Roma e la menzione speciale come miglior attore al Festival di Miami. Da qui è un susseguirsi continuo e inarrestabile di riconoscimenti e ruoli di rilievo.

Michele e Elio Germano

Nel  2009 è il protagonista con Isabella Ragonese di “Dieci inverni”, fortunata opera prima di Valerio Mieli, presentata Festival di Venezia e selezionata al Festival di Tokyo. Un film sull’amore e sul suo mistero, che vi consiglio di vedere: con delicatezza e sensibilità susciterà senz’altro molte considerazioni in merito! Le vicissitudini di Camilla e Silvestro vi trascineranno in una onirica e quasi sospesa Venezia e al di là dei luoghi comuni dimostreranno che l’amore ha bisogno del suo tempo.

Dieci Inverni

Il 2010 è l’anno delle conferme: viene selezionato come uno dei 10 migliori talenti europei, ritira il premio Shooting Star alla Berlinale e gira poi le pellicole Henry” di Alessandro Piva e il pluripremiato Noi credevamo” di Mario Martone, nei panni di Saverio Tambasco, imprescindibile film sul nostro Risorgimento, in concorso nuovamente al Festival di Venezia, edizione quest’ultima dove ottiene anche il premio “Biraghi” consegnato dal SNGCI e il Nastro d’Argento collettivo. L’anno successivo lo vediamo di nuovo presente al Festival di Venezia nel cast dell’opera prima di Saverio di Biagio Qualche nuvola”,  in cui interpreta Don Franco.

Noi credevamo
Qualche nuvola

Ed eccolo al ruolo che forse più di tutti lo consacrerà al successone popolare, ossia la sfida di interpretare il giovane Luca Zingaretti, ops scusatemi, il giovane Montalbano in 6 puntate dell’omonimo prequel di enorme successo RAI. Pare che galeotto fu il set, cioè che qui si innamorò perdutamente della sua super cool moglie e madre di sua figlia Frida – nata nel 2014 (sì, nome scelto in onore della mitica Kahlo che entrambi adorano) – Eva Nestori, make up artist molto nota e richiesta in tv. Capello pink e personalità anticonformista, passione per gli abiti vintage e look che non passano inosservati… Ci piace moltissimooooo 😉

Il giovane Montalbano
Michele ed Eva ai DAVID di Donatello 2017

Sul grande schermo è poi il protagonista di Acciaio tratto dall’omonimo successo letterario di Silvia Avallone per la regia di Stefano Mordini, e di Bella addormentata”, per la regia di Marco Bellocchio, entrambi presentati a Venezia 69. Nel 2012 il nostro Michele firma anche la regia degli spettacoli teatrali La vertigine del drago” (presentato al Festival dei Due mondi di Spoleto nel 2012) e Siamo solo noi”, che lo vedono anche interprete. Nel 2014 è il co-protagonista de “Il giovane favoloso” sul geniale Giacomo Leopardi, nei panni di Antonio Ranieri, ancora con Elio Germano e per la regia di Mario Martone in concorso ufficiale a Venezia 71 ed è uno dei protagonisti di “Maraviglioso Boccaccio” (regia fratelli Taviani). Insomma, indimenticabile anche quando si cimenta con l’alta letteratura.

Il giovane favoloso

Grazie all’incredibile successo televisivo riscontrato con il Giovane Montalbano (che sfiora gli 8 milioni di telespettatori e uno share del 30%), la RAI gli affida nuovamente i ruoli da protagonista di due importanti e attesi progetti del palinsesto 2015: Il Giovane Montalbano 2 e Pietro Mennea: la freccia del sud, biopic in due puntate successone della stagione di RAI 1 che ha toccato i 7 milioni di telespettatori con il 25% di share, sulla vita del famoso atleta olimpionico. Inoltre il ragazzo è davvero instancabile: continua la sua carriera nel teatro e stupisce al cinema con ruoli eccellenti come quello di protagonista nel “La ragazza del mondo”, presentato a Venezia 73, grazie al quale riceve il Premio Pasinetti come migliore attore e anche il Ciak d’oro.

Qui lo troviamo con un nuovo look audace con testa rasata alle prese con una situazione delicata (e molto interessante per il nostro cinema) in quanto innamorato di Giulia, ragazza testimone di Geova.

Alla Mostra di Venezia dello scorso anno ha partecipato con Diva!”, unico interprete maschile nel lungometraggio ispirato alla grande diva Valentina Cortese, accolto con successo in Sala Grande e per non farci mancare niente, da ben 5 anni è il direttore artistico del concerto del primo Maggio a Taranto, a confermare il suo amore per la musica.

In sintesi questo è Michele e moltissimo altro ancora: infatti vi diciamo, nel caso in cui vi fosse sfuggito che il ragazzo ha anche scritto una sua autobiografia molto sentita e coinvolgente, in cui praticamente si mette a nudo con onestà, quindi se le nostre info vi hanno incuriosito e ne volete sapere di più, ve ne consigliamo la lettura: si tratta di Rubare la vita agli altri,  uscito per la casa editrice Fandango nel 2013.

Qui per acquistarlo: www.amazon.it/Rubare-vita-altri-Michele-Riondino

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E a questo punto, che dire ancora? Aspettiamo solo di adorare tutte le sue doti sul Red Carpet e sul prestigioso palco di #Venezia75 !

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COVER photo credit: Michele Riondino © La Biennale di Venezia-foto Asac