2° Film da vedere per conoscere le regole dell’amore

Film da vedere per conoscere le regole dell’amore, o meglio “tutto quello che avreste voluto sapere sull’amore”.

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5) Per capire: se non è amore e se non è amicizia… allora cos’è? Scopritelo con “(500) giorni insieme” (500 days of Summer, 2009).

Partendo dal presupposto che è uno dei film che adoro perché come protagonista appare un certo Joseph Gordon-Levitt in coppia con Zooey Deschanel, è diventato un evergreen. Da vedere e rivedere perché ogni volta la lezione non la impariamo.

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Infatti il regista Marc Webb, conosciuto nell’ambiente musicale per i suoi videoclip, con questo film ha vinto il National Board of Review of Motion Pictures come Miglior regista esordiente, trattando una delle situazioni più comuni che, ahimè, accadono almeno una volta nella vita e che lui stesso ha vissuto.

E’ proprio uno di noi: affronta la tipica storia ambigua ma con la giusta leggerezza ed ironia – memorabili le battute della sorellina del protagonista, le citazioni cinematografiche e la colonna sonora – , rendendola una commedia romantica non banale.

E qui la verità: il finale non è quello che ci aspettiamo ed è proprio questo fantasioso realismo che lo rende più vicino ai nostri disastri amorosi. Un grande!

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Insomma per concludere è una visione disincantata sull’amore. E allora volete sentire la domanda tanto temuta o tanto richiesta? Eccola: MA NOI DUE COSA SIAMO?

Calma. Mettiamo in chiaro che: è lecito che una persona che voi “frequentate” in modo assiduo – attenzione, non vale se vi sentite e soprattutto vi vedete 2 volte al mese tranne se è una storia a distanza –  (regola n.1: bisogna superare i fatidici tre mesi però, altrimenti anche questo non vale eh!) ad un certo punto possa porvi “quella” fatidica domanda o che siate voi stessi ad essere dubbiosi sulla vostra storia “senza etichetta e senza ruoli chiari”. Ma attenzione siete sicuri di voler sapere il vero motivo? Insomma sono quelle storie in cui solo uno dei due è veramente innamorato. Ecco la verità. Anche se in realtà credo che ogni storia sia una storia a sé e abbia un suo significato al di là della tempistica e della forma o dei ruoli, no? Poi una soluzione c’è sempre dai, basta riuscire a parlarne…si certo! Ok, non parlatene subito se non volete ma per piacere, non praticate il ghosting!

• LA VERITA’ SECONDO LEI: <<Allora… la sottoscritta ama stare per conto suo. Il rapporto di coppia è un inferno, si finisce sempre per farsi male. Quindi perché soffrire? Siamo giovani, viviamo in una delle più belle città del mondo quindi finché si può tanto vale godersela! Per le cose serie c’è sempre tempo, non vi pare?>> 

• LA VERITA’ SECONDO LUI: <<Sai cosa fa incazzare? Renderti conto che tutto quello in cui credevi è una gigantesca bugia>>

• LA VERITA’ SECONDO CUPIDO: 

<<Alcune persone sono destinate a innamorarsi, ma non destinate a stare insieme>>

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6) L’educazione sentimentale, ossia la prima mazzata d’amore, con “An education”  (2009).

In breve:

“Nell’Inghilterra degli anni ’60 una giovane adolescente intelligente e studiosa entra in crisi di identità quando si innamora di un ragazzo molto più maturo di lei” (mymovies.it)

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Film basato sulle memorie della nota giornalista inglese Lynn Barber e interpretato da una bravissima Carey Mulligan, il mitico scrittore Nick Horby ne ha curato la sceneggiatura per la regia di Lone Scherfig, che si è così portato a casa l’Indipendent Spirit Award come Miglior Film Straniero e il Premio Bafta.

Arrivando al dunque, è un susseguirsi di cene, concerti jazz, uscite con amici intellettuali, shopping sfrenato e serate danzanti in fumosi night club fino al viaggio-sogno della vita a Parigi con il suo LUI (tra i miti della deliziosa Jenny, ci sono la cantante Juliette Gréco e Chanel). 

Un totale idillio d’amore, un uomo carismatico che strega anche i genitori della bella fanciulla in fiore. Come si suol dire: tutto molto bello.

Ma allora? Ecco che arrivano le prime divergenze di opinione su questa storia che sembra una fiaba e forse è troppo perfetta per essere vera, perché se la protagonista vive un sogno, di conseguenza trascura lo studio e perde anche un po’ se stessa, con grande dispiacere della sua professoressa, che invece conosce le sue potenzialità e intuisce le possibili fregature dietro l’angolo! E infatti…taaac! il grande “uomo di mondo” non è niente altro che un mezzo uomo, come purtroppo se ne incontrano tanti nella realtà. Quindi occhi aperti sempre e non rinunciare mai a quello che si è, alla propria autonomia e indipendenza, come stava facendo la nostra acerba sedicenne.

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Scelta non condivisibile soprattutto in quegli anni in cui la donna aveva ottenuto i primi diritti per l’emancipazione femminile. Un tema ancora attualissimo, ossia la formazione umana personale, che non comprende solo l’aspetto sentimentale, ma anche una maturità di pensiero e di azione sulle proprie scelte.

E ora la domanda da mille punti: COSA SI PUO’ IMPARARE DA UN AMORE SBAGLIATO?

Prima di tutto, una cosa rimane e rimarrà uguale in tutte le generazioni presenti e future: anche se hai il “grillo parlante” che ti dice che c’è qualcosa di sbagliato nel vostro rapporto, anche se hai gli amici che ti mettono di fronte alla cruda realtà (e il loro punto di vista esterno è fondamentale eh) e pure gli adulti che ti fanno il lavaggio del cervello, inutile, tu vai avanti per la tua strada convinti del vostro amore. Salvo poi scoprire il fattaccio in prima persona e allora casca il mondo addosso. La fine. Ma sbatterci la testa, purtroppo, a volte aiuta più di mille consigli. Ecco l’ho detto.

Morale della (finta) favola: oltre a prenderti un successivo e sano periodo di riflessione, alla fine non tutto il male viene per rovinarti. Se è vero che ti cade un vaso in testa che però ti fa ragionare, almeno diventi più consapevole di chi sei tu come persona, cosa vuoi per te stessa, con mooolta pazienza perché ci vuole davvero tempo, e come si dice: morto un papa… Ok sì, ma dopo un po’, non subito. Quindi ragazzi, superate quell’amore che non faceva per voi (e qui ringraziate gli amici, parenti, cani e gatti per il supporto) e agite! Dedicatevi ad una passione che avete trascurato e vivete il prossimo amore in modo più maturo (si spera) ma soprattutto consapevole. Sarà un nuovo inizio come se <<a Parigi non ci foste mai stati>>.

Ultima osservazione: vedetelo dopo 5 anni il vostro LUI/LEI e avrete la conferma di quello che fu. Amen.

• LA VERITA’, PUNTO: 

<<Per la vita che voglio non esistono scorciatoie>>

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7) Un viaggio di sola andata (forse) come nel “Il fascino indiscreto dell’amore” (Tokio Fiancèe, 2014).

Sono le mie storie preferite: quando due culture si incontrano, se poi diventa un vero e proprio appuntamento, ancora meglio.

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Film belga-canadese di Stefan Liberski, tratto dal bestseller autobiografico “Ni d’Eve, ni d’Adamdi Amélie Nothomb, racconta l’esperienza di un’aspirante giovane scrittrice che riscopre il Giappone che aveva lasciato appena cinquenne. Si paga il soggiorno insegnando il francese e conosce un ragazzo, Rinri, che è poi il suo unico allievo. Non è una classica storia d’amore e tanto meno una scontata storia d’amore extracontinentale.

Tra lezioni e corse in bicicletta, nasce un delicato e composto sentimento. Ma se prima sembra un idillio sotto i fiori di ciliegio, in seguito arrivano i primi terremoti – sia figurati che reali – causati dalle discrepanze su tradizioni familiari e culturali, e dal diverso pensiero sull’amore.

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Da questi terremoti interiori la protagonista comincia a realizzare che <<non è facile essere una donna giapponese>>. La domanda in questi casi è: LA NOSTRA STORIA AVRA’ UN FUTURO?

Ragazzi, queste sono domande difficili eh! che portano ad un’altra domanda ma quella sta a noi scoprirla in prima persona. Film che tratta anche la ricerca d’identità della protagonista, accompagnata da paesaggi che sfiorano il surreale e che porta sullo stesso piatto la tradizione e l’innovazione, come nella scena della “cena”, cerimoniale che il suo ragazzo le organizza in contrasto al robot-domestico e alle telecamere di sorveglianza in casa di lui. Tutto ciò è fantastico.

Se ci sono poi anche fattori esterni che vi portano a sfidare la sorte, allora forse è il caso di fare una ritirata strategica come i migliori samurai per una prossima miglior primavera.

• LA VERITÀ SECONDO LEI: <<Ho paura che lui mi veda come una francese e io come un giapponese>>

• LA VERITÀ SECOND LUI: <<Tu non mi vuoi sposare vero?>>

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8) Vero cinismo con “Sarà il mio tipo?” (Pas son genre, 2014).

Dopo la comedy brillante, la storia strappalacrime e i film biografici, ecco il film più cinico che abbia visto fino ad ora. 

E lo consiglio per chi avesse bisogno di una terapia d’urto (basta vedere l’immagine di locandina per capire).

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Commedia definita romantica tratta dal romanzo “Non il suo tipo” di Philippe Vilain attraverso la quale il regista belga Lucas Belvaux mostra quello snobbismo e spocchia di fondo (tipicamente) intellettuale chic; ed è interessante vedere a confronto quanto gli americani politically correct prediligano le storie a lieto fine, così come gli europei (i nordici per lo più) siano animati da un occhio più critico, che spesso fa i conti con la realtà dei fatti senza troppe illusioni. Se poi incontriamo dei professoroni di filosofia parigini aiutati da Kant, come il protagonista interpretato da un credibile Loïc Corbery, allora è una questione persa. Qui l’intervista al regista se volete approfondire la storia.

Dal titolo del film arriviamo a (non) domandarci: siamo fatti l’uno per l’altra anche se siamo due mondi opposti?

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Troppo diversi per stare insieme? Mah, secondo me in questo caso c’è solo una differenza d’intenti, ossia: qui si parte già senza poesia (Proust a parte) o “farfalle nello stomaco”, ma con l’idea che già quella persona non fa per noi, ma che per quel momento la si può frequentare, può andare bene. Perché? Ma per diversi motivi, anche per noia eh, poi ognuno ha le proprie ragioni (e pro e contro) per vivere quel rapporto che non sarà MAI una lunga  – e vera – storia d’amore. E secondo una strana legge della natura e con questi presupposti, alla fine solo uno dei due sarà destinato a soffrire, ma se si arriva a questo punto, allora è meglio CHIUDERE e se l’altro insiste allora dare un taglio netto ossia non farsi trovare mai più, cambiare lavoro, casa, città e… frequentazioni. Peace. 

Qui per una similitudine di ruoli, sfioriamo una Bridget Jones che si innamora del suo “superiore” ma che invece di inciampare nell’ennesima figura imbarazzante, prende una coraggiosa e saggia decisione che stupirà lo stesso filosofo professore. Touchè alla vivace e semplice Émilie Dequenne. 

• LA VERITÀ SECONDO LUI: L’amore non deve diventare una prigione, non funziona. Non funziona mai.” 

• LA VERITÀ SECOND LEI: “Non mi interessano più le avventure, capisci? Si crede che sia divertente, che sia la libertà. Ma no, è solo triste. Ci si incontra, poi ci si separa, e si è ancora più soli dopo, con rimpianti, dispiaceri”

• LA VERITÀ SECONDO IL REGISTA: 

<<Le storie d’amore sono il punto d’incontro e di partenza per parlare di tutto: di vita, di filosofia, di politica. Quanto a me, ammetto di essermi molto riconosciuto nel ruolo del quarantenne incapace di impegnarsi in campo sentimentale. Ma penso proprio di non essere il solo>>

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