Genesi di Sebastião Salgado

GENESI è l’ultimo grande lavoro di Sebastiao Salgado, il più importante fotografo documentario del nostro tempo.

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In mostra di Sebastiao Salgado, a Venezia, presso la Casa dei Tre Oci, 240 fotografie eccezionali, immagini in bianco e nero di grande potenza, testimonianza e atto d’amore verso il nostro mondo, nel tentativo di rappresentare una sorta di grande antropologia planetaria, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta.

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“Personalmente vedo questo progetto come un percorso potenziale verso la riscoperta del ruolo dell’uomo in natura. L’ho chiamato Genesi perché, per quanto possibile, desidero tornare alle origini del pianeta, all’aria, all’acqua e al fuoco da cui è scaturita la vita, alle specie animali che hanno resistito all’addomesticamento, alle remote tribù dagli stili di vita cosiddetti primitivi e ancora incontaminati, agli esempi esistenti di forme primigenie di insediamenti e organizzazione umane”

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“Nonostante tutti i danni già causati all’ambiente, in queste zone si può ancora trovare un mondo di purezza, perfino d’innocenza.Con il mio lavoro intendo testimoniare com’era la natura senza uomini e donne e, come l’umanità e la natura per lungo tempo siamo coesistite in quello che oggi definiamo equilibrio ambientale”

(Sebastiao Salgado)

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Il mondo come era, il mondo come è, la terra come risorsa magnifica da contemplare, conoscere e amare.

La mostra è suddivisa in cinque sezioni che rappresentano le zone geografiche in cui Salgado ha scattato le sue fotografie: il Pianeta Sud, i Santuari della Natura, l’Africa, il Grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl. Anche noi possiamo viaggiare attraverso queste grandiose fotografie di paesaggio ancora incontaminato, e possiamo osservare da vicino gli animali che vi abitano, in perfetta sintonia con la natura.

Genesi è un progetto partito nel 2003 e ora viene presentato al pubblico: per realizzare questa serie di reportage, Salgado ha voluto seguire le tracce di Darwin, portando con sé il libro “Viaggio di un naturalista intorno al mondo”. Nello stesso tempo afferma di non aver operato come un entomologo o un giornalista ma di aver agito per se stesso, per scoprire il nostro mondo, del quale ci restituisce immagini di straordinaria bellezza.

¹”Ho capito che il paesaggio è vivo. Con i minerali, i vegetali, gli animali, il nostro pianeta è vivo a tutti i livelli. Ho preso coscienza di quanto rispetto gli dobbiamo. Un rispetto immenso”

Sebastiao Salgado ha appena compiuto settanta anni e come omaggio alla sua straordinaria carriera, al Festival di Berlino 2014 appena concluso, è stato presentato “Shade and Light” film realizzato da Wim Wenders insieme al figlio del fotografo, Juliano Ribeiro Salgado.

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Inoltre, in occasione della mostra a Venezia, Contrasto ha pubblicato un libro molto intenso, Dalla mia Terra alla Terra”, un insieme di riflessioni scritte in prima persona dal fotografo brasiliano, che racconta l’idea di “Genesi”, nata in seguito ad un progetto ambientale di rinnovamento del territorio naturale, creato insieme alla moglie Lélia Wanick Salgado, l’ISTITUTO TERRA, per riconvertire una larga area di terra alla foresta equatoriale, a rischio sparizione.

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Dalle foreste tropicali dell’Amazzonia, passando per il Congo, l’Indonesia, la Nuova Guinea, i ghiacciai dell’Antartide, la taiga dell’Alaska, i deserti dell’America, il Cile e la Siberia: il fotografo ha viaggiato tra gli animali selvatici che attraversano il Kenya e la Tanzania, rispondendo al richiamo naturale della migrazione, tra le popolazioni indigene, come gli Yanomani e i Cayapó del Brasile, i Pigmei delle foreste equatoriali, i Boscimani del Kalahari in Sudafrica, trascorrendo diversi mesi con ognuno di questi gruppi per ottenere la loro fiducia e così poter scattare.

Infatti nel primo capitolo del libro, Sebastiao Salgado racconta di come è riuscito a fotografare una tartaruga gigante alle Galápagos: all’inizio ogni volta che lui si avvicinava, la tartaruga si allontanava.

Riflettendo, capì che doveva utilizzare anche per gli animali lo stesso metodo che utilizzava per gli uomini.

Nel fotografare gli esseri umani, non piombava mai in un gruppo in incognito, ma si faceva introdurre, conoscendo le persone e prendendo confidenza gradualmente.

Anche per  fotografare la tartaruga, doveva quindi fare la sua conoscenza e sintonizzarsi sulla sua linea d’onda, così iniziò a imitare il suo comportamento:

“mi sono accovacciato e ho camminato alla sua stessa altezza, con le mani e le ginocchia per terra. Da quel momento la tartaruga non è più fuggita…Così ho potuto iniziare a fotografarla. Mi ci è voluta una giornata intera per avvicinare la tartaruga. Tutta una giornata per farle capire che rispettavo il suo territorio”

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“Chi non ama aspettare, non può diventare un fotografo”

La mostra è realizzata da Amazonas Images e prodotta da Contrasto e Civita Tre Venezie, sotto il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Veneto, del Comune di Venezia e del WWF, e presentata grazie al sostegno di Vale, Brasile, e con la collaborazione di Fondazione FORMA per la Fotografia.

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GENESI. Fotografie di Sebastião Salgado
A cura di Lélia Wanick Salgado
1 febbraio- 11 maggio 2014
Casa dei Tre Oci
Venezia

GENESI. Fotografie di Sebastião Salgado
Dal 28 ottobre al 29 gennaio 2016

Chiesa di San Giacomo
Forlì

Crediti foto © Sebastião Salgado/Amazonas Images. Foto1. Penisola Antartica/ Foto2. Brasile, 2005/ Foto3. Penisola di Valdés-Argentina, 2004/ Foto4. Arizona-USA, 2010 / Foto5. Penisola di Yamal-Siberia, 2011 /Foto6. Kafue National Park-Zambia, 2010
¹Le citazioni sono state tratte dal libro Dalla mia Terra alla Terra di Sebastião Salgado. Edizioni Contrasto (www.contrastobooks.com)

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