Last Summer di Leonardo Guerra Seràgnoli

Presentato in prima mondiale all’appena concluso Festival del Cinema di Roma 2014 nella sezione Prospettive Italia, ricevendo la Menzione Speciale della GIURIA per il Premio TAODUE, migliore opera prima, ecco nelle sale dal 30 ottobre 2014 l’esordio nel lungometraggio “Last Summer” del regista Leonardo Guerra Seràgnoli.

Una giovane madre giapponese, dopo un divorzio difficile perde l’affidamento del suo bambino di sei anni: ha solo quattro giorni per dirgli addio, da passare in mezzo al mare, a bordo della lussuosa barca a vela della famiglia dell’ex marito, di fronte alle coste di Otranto, costantemente sorvegliata dall’equipaggio.
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Una sorta di viaggio anche interiore, attraverso il quale la donna cercherà di riavvicinarsi al figlio, scoprendo forse un legame che non aveva ancora capito realmente, ma questo dolce ritrovarsi arriva purtroppo nel momento del distacco.

Il regista afferma:

“Con questo film volevo indagare la possibilità dell’inizio di un rapporto nella sua fine, il travaglio di un riavvicinamento. La lotta di potere, lo squilibrio di dinamiche sociali che rende difficile mantenere intatta l’identità. Un microcosmo inaccessibile che è luogo di isolamento e coercizione, permeato da sentimenti di disorientamento e sconfitta. Una riconciliazione catartica tra il presente e il passato che permette d’imparare a parlare con la propria voce; a essere di nuovo madre e figlio, per la prima e ultima volta. Un viaggio in cui, quando le difficoltà scompaiono, la mente lascia spazio a sentimenti primari. E nel loro perdurare, la speranza di cambiare il corso degli eventi futuri” 

Il cast è assolutamente eccezionale e internazionale, basta citare il Premio Oscar Milena Canonero per i costumi, Monika Willi (collaboratrice del regista Michael Haneke) per il montaggio, la scrittrice cult Banana Yoshimoto per la sceneggiatura insieme ad Igor T, famoso fumettista, illustratore e autore italiano, che afferma di avere pensato subito che la storia raccontata fosse speciale e commenta così la sua partecipazione:
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“Ho vissuto in Giappone e lavorato da oltre vent’anni con editori del Sol Levante. E mi ha sempre affascinato il loro modo di vedere il mondo, il loro modo di agire. Quindi questa era l’occasione per poter esplorare da vicino la psicologia di una madre giapponese, di una donna sradicata… Un viaggio che aveva tutto l’aspetto di una vacanza ma che in realtà celava il dolore, era un mela avvelenata. Le cose non sono quello che sembrano, ci insegna la mistica orientale… Si è cercato nel possibile di raccontare un dramma universale, di parlare al cuore. Che i giapponesi chiamano kokoro, un cuore spirituale”

Inoltre, ad interpretare Naomi, la madre in precedenza troppo assente e che ha perso la tutela del piccolo Ken, l’attrice giapponese Rinko Kikuchi (nomination agli Oscar con Babeldi Alejandro González Iñárritu), molto amata dallo star system e dalla moda.

 Per noi, una storia intensa, coinvolgente ed emozionante. Da non perdere.