Paris Can Wait

“Paris Can Wait”. Una deliziosa commedia on the road attraverso una Francia da cartolina per il debutto di Eleanor Coppola.

#specialebiografilm2017

In uscita nelle sale italiane dal 15 giugno (in anteprima la presentazione a Biografilm Festival ore 19.30 alla presenza della regista) il primo film fiction di Eleanor Coppola: il nome vi dice qualcosa? Ebbene sì, il mitico clan di Hollywood continua a sfornare talenti. Eleanor è moglie del grande Francis e mamma della glamour Sofia, recentemente a Cannes 2017 con L’inganno, vincendone il premio Miglior Regia.

Ma tornando indietro nel tempo scopro che Eleanor, figlia di un vignettista di satira politica e di una casalinga, è nata (1936) e cresciuta a Sunset Beach-California, una comunità situata di fronte all’oceano, a Sud di Los Angeles. La miriade di forme e di stati d’animo creati dalla luce e dalle ombre sulla sabbia e sull’acqua, incorniciati dalla finestra della sua casa davanti all’oceano, sono stati molto importanti per lo sviluppo della sua estetica.

Ecco quindi già all’origine lo sguardo attento e sensibile al paesaggio, alla natura nelle sue svariate manifestazioni.

Eleanor e Francis Ford Coppola sul set di The Godfather Part II (1974)
Francis Ford, Sofia, Roman, and Eleanor Coppola by Bruce Weber for Vogue (1990)

Molto interessante anche il suo esordio nel campo delle arti: la mamma le insegnò a cucire, permettendole di sperimentare con diversi tessuti acquistati presso il negozio della zona a 10 centesimi. “Adoro fare le cose con le mani e assistere all’emergere di un’immagine visiva,” spiega. Nel 1959 si è laureata in Design Applicato presso l’Università della California, dove William Brice è stato uno dei suoi insegnanti.

In seguito, ha iniziato a lavorare come designer freelance. Creava dei collage di stoffe e confezionava dei lavori di cucito per creare dei murali o per inserirli nelle istallazioni architettoniche. Ha insegnato Design presso la UCLA. Un occhio a cui non sfugge il dettaglio, la bellezza del tessuto e della forma e guarda caso in “Paris Can Wait” si è avvalsa della collaborazione della nostra eccellente Milena Canonero per i costumi, 4 volte Premio Oscar (su ben 9 nomination!):

<<I costumi di questo film erano molto importanti perché i personaggi indossano gli stessi abiti per lunghe scene. Diane ha quattro cambi d’abito, mentre Arnaud si cambia la maglietta solo una volta per tutto il film. Milena sapeva come creare dei costumi che non risultassero mai noiosi o fastidiosi*>>

Ma tornando ad Eleanor, ecco nel 1962 l’incontro fatale con l’amore e con il cinema: conosce Francis sul set di Terrore alla 13a Ora e fu subito famiglia. Anche se questo le ha reso difficile dedicarsi totalmente all’arte, imparando a sfruttare le opportunità artistiche insite nella vita di tutto i giorni, che le permettevano di “fare quel che potevo, quando potevo”. In seguito quasi per caso è diventata una film-maker di documentari: mentre viveva nelle Filippine, durante la realizzazione di Apocalypse Now (1976-77), iniziò a girare i dietro le quinte del film, da cui nacque Viaggio all’Inferno, da lei girato e co-diretto, assieme a Fax Bahr e George Hickenlooper, uscito nel 1991 ricevendo ottime critiche e vincendo vari premi, tra i quali un Emmy.

<<Ho lavorato con mezzi diversi. Vengo pervasa da una sorta di febbricitante coinvolgimento appassionato, e allora seguo la scia, realizzo una serie di opere, poi tutto scompare, e vengo pervasa da nuovi interessi. E’ un continuum della stessa brama che mi spinge a creare, e che provavo anche da bambina, mentre cucivo*>>

 Da allora, ha girato sette documentari che raccontano le riprese dei film diretti dai suoi familiari, ha scritto due libri che hanno ottenuto un buon successo, per alcuni anni si è occupata di creare i costumi per ODC/Dance, una compagnia di ballo contemporaneo di San Francisco, ha creato istallazioni concettuali e infine ad oggi il suo debutto alla regia e alla sceneggiatura con “Paris can wait”.

Anne (Diane Lane) è a un punto di svolta nella sua vita. E’ sposata da tanti anni con un produttore cinematografico (Alec Baldwin) che pensa solo al successo e che la trascura. Improvvisamente, a seguito di una serie di eventi inaspettati, si ritrova a fare un viaggio in macchina da Cannes a Parigi, assieme a un affascinante socio in affari del marito (Arnaud Viard). Quello che doveva essere un banale tragitto di sette ore si trasforma in un viaggio alla scoperta di se stessa e alla riscoperta di una gioia di vivere perduta, grazie anche agli scorci pittoreschi, al buon cibo, all’ottimo vino, tanto humour, alcune perle di saggezza e molto, molto altro ancora.

“Ho sempre pensato che ognuno percorra la sua strada personale, perciò, ovunque ci si trovi, si deve essere aperti a ogni possibilità, osservando e sfruttando tutto ciò che ci circonda*”

La storia nasce da uno spunto autobiografico: nel 2009 Eleanor Coppola aveva accompagnato suo marito al Festival di Cannes ma ebbe una brutta sinusite che le impedì di riprendere l’aereo, così decise di dirigersi a Parigi nell’appartamento di famiglia, accompagnata da uno storico socio (francese) in affari del marito. Alcune settimane dopo, mentre si trovava a casa sua in California, Eleanor stava raccontando a una sua amica alcuni aneddoti pittoreschi sulla sua gita da Cannes a Parigi, assieme a un uomo francese ossessionato dalla buona cucina, il quale le aveva regalato un viaggio molto intenso, sotto molti punti di vista. Quel tragitto che doveva essere di sette ore si era trasformato in un viaggio di due giorni, fino a quando la vecchia Peugeot di lui non aveva esalato l’ultimo respiro e fu sostituita con un’auto a noleggio.

“Ecco un film che mi piacerebbe vedere”, dichiarò ridendo la sua amica. Detto fatto! Più o meno… In realtà l’opera prima nasce dopo una gestazione di 6 anni e non pochi imprevisti, ma alla fine è andato tutto per il meglio. Ellie, come la chiamano in molti, non avrebbe mai immaginato di dirigere un film di questo genere anzi aveva pensato di incaricare qualcuno che condividesse un’estetica simile alla sua, ma non riusciva a trovare nessuno. “Una mattina, a colazione, Francis disse, ‘Dovresti dirigerlo tu”. racconta. Sorpresa e, allo stesso tempo stimolata da un nuovo progetto, ha iniziato a prepararsi diligentemente per l’impresa e ad oggi possiamo dire che la sfida è riuscita!

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In programmazione:
→ Martedì 13 giugno ore 15:00 Cinema Lumìere (Bologna)
→ Giovedì 15 giugno ore 19:30 (alla presenza della regista) Cinema Arlecchino Biografilm Hera Theatre (Bologna)

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*Eleanor Coppola, ©GoodFilms

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